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Massacra con una mannaia una tabaccaia: fermato ludopatico a Reggio Calabria

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 15:32 Aggiornato il 1 Ago. 2019 alle 15:40
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Pensava che la stesse truffando e così, in preda a un raptus, un uomo di 43 anni ha decapitata la tabaccaia. Il delitto si è consumato nel cuore di Reggio Calabria, vittima è una donna di 66 anni, Mariella Rota.

Secondo le prime ricostruzioni, il presunto responsabile dell’omicidio sarebbe un uomo di origine filippine, Billy Jay Sicat, che nel pomeriggio di martedì 30 maggio avrebbe cercato di introdursi nella tabaccheria della donna, tramite una porta secondaria.

La donna avrebbe sorpreso l’uomo mentre cercava di introdursi nel locale e così avrebbe tentato di fermarlo. La 66enne a quel punto avrebbe cercato di fermare l’uomo e questi avrebbe estratto il coltello sferrando diversi fendenti ai suoi danni.

Secondo quanto raccontato da alcuni vicini, sarebbero state avvertite delle urla provenire dall’androne del palazzo e poi il silenzio. Sul posto è intervenuta la polizia che ha condotto le indagini fino a risalire al presunto killer della donna.

Secondo quanto riferito da un investigatore, l’omicida si sarebbe scagliato contro la donna accoltellandola con particolare violenza con una sorta di mannaia. Tutto era stato pianificato fin nel dettaglio. L’uomo, infatti, aveva aspettato la chiusura delle 13 per poi dar luogo al suo piano.

Secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria, l’uomo è entrato nel negozio poco prima che Rota abbassasse la saracinesca e l’ha tirata giù subito dopo essersi introdotto nel locale della donna.

Sicat sarebbe un cliente della rivendita, in cui andava a giocare a Lotto e a scommettere. Ancora non è chiaro il movente dell’omicidio, ma sembra che alla base ci sia la dipendenza dal gioco del 43enne. L’uomo pare fosse convinto che la donna lo stesse in qualche modo truffando e per questo avrebbe deciso di ucciderla, addirittura cercando di manomettere il servizio di videosorveglianza.

Nonostante l’uomo abbia cercato di non lasciare tracce – tanto da prevedere di sporcarsi di sangue portando con sé una maglietta di ricambio e staccando un hard disk convinto che fosse collegato al sistema di videosorveglianza – è stato riconosciuto e fermato dagli agenti della polizia.

Le telecamere, infatti, hanno ripreso il 43enne e hanno immortalato il tatuaggio che l’uomo ha sull’avambraccio, arrivando così all’identificazione di Sicat.

Pare che l’uomo abbia ripreso a giocare in maniera compulsiva negli ultimi tempi e sembra che abbia attribuito le ripetute sconfitte al Lotto proprio all’esercente di 66 anni, tanto da condannarla a morte.

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