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Stupro di Palermo, trecento firme contro Nunzia De Girolamo: “Violenza trasformata in spettacolo”

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Stupro di Palermo, trecento firme contro Nunzia De Girolamo: “Violenza trasformata in spettacolo”

Una vittima di violenza esposta alla “spettacolarizzazione del proprio stupro”. È l’accusa lanciata da quasi trecento tra giornalisti, intellettuali, scrittrici e attivisti alla trasmissione di Rai3 “Avanti Popolo”, condotta da Nunzia De Girolamo. Il riferimento è alla puntata dello scorso 31 ottobre, dedicata allo stupro di gruppo avvenuto lo scorso giugno a Palermo. Ospite in studio la giovane vittima sottoposta, secondo i 298 firmatari, “con superficialità inaudita e lesiva della propria persona a reiterati e costanti episodi di colpevolizzazione e vittimizzazione secondaria”.

La giovane “è stata costretta ad ascoltare” le “intercettazioni degli stupratori”, e le opinioni espresse sui social, riprodotte graficamente “sugli schermi dello studio che, analizzati arbitrariamente e morbosamente i vestiti, gli usi e gli atteggiamenti della giovane, ne ha sancito la colpevolezza”, accusa la lettera, inviata alla presidente Rai Marinella Soldi e a tutto il Cda.

Secondo i firmatari si è verificata la “violazione dei basilari principi della deontologia professionale nell’esporre una sopravvissuta alla spettacolarizzazione del proprio stupro e alla vittimizzazione secondaria cui si è assistito nel corso del programma”. Puntata che, oltretutto, non è riuscita a risollevare gli ascolti di “Avanti popolo”, fermatasi al 2,7 percento di share (420mila spettatori). Una performance che, secondo quanto riporta l’Ansa, sta facendo finire la trasmissione che ha preso il posto di “Cartabianca” sotto la lente dei dirigenti Rai. Ieri il programma è sceso ancora, facendo segnare 312 mila spettatori con l’1,8 percento di share.

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