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Strage di Piazza Fontana, Mattarella incontra i famigliari delle vittime e le vedove Pinelli e Calabresi: “Fu uno strappo lacerante”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 12 Dic. 2019 alle 15:28 Aggiornato il 12 Dic. 2019 alle 15:35
Immagine di copertina

Mattarella a Milano per il 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato oggi a Milano alle commemorazioni per il 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, incontrando i familiari delle vittime e le vedove dell’anarchico Giuseppe Pinelli e del commissario Luigi Calabresi.

Il capo dello Stato è arrivato a Palazzo Marino, la sede del Comune di Milano, per prendere parte al Consiglio comunale straordinario per ricordare i 50 anni dalla strage. È stato accolto fuori dal palazzo dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala e dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Alcuni cittadini che erano dietro le transenne hanno applaudito e lui li ha salutati con la mano.

Mattarella incontra i famigliari delle vittime e le vedove Pinelli e Calabresi

Prima di partecipare al Consiglio Comunale Mattarella ha incontrato i famigliari delle 17 vittime dell’eccidio del 12 dicembre del 1969 alla Banca Nazionale dell’agricoltura di Piazza Fontana. Mattarella ha quindi incontrato a Palazzo Marino le vedove dell’anarchico Pinelli, Licia, e del commissario Calabresi, Gemma.

Per il presidente della Repubblica la strage fu “uno strappo lacerante recato alla pacifica vita di una comunità e di una Nazione, orgogliose di essersi lasciate alle spalle le mostruosità della guerra, gli orrori del regime fascista, prolungatisi fino alla repubblica di Salò, le difficoltà della ricostruzione morale e materiale del Paese”.

Per Mattarella dopo la strage di Piazza Fontana “la Repubblica è stata più forte degli attacchi contro il popolo italiano. La violenza terroristica ha sottoposto a dura prova la coscienza civica dei nostri concittadini. Il comune sentimento di unità, patriottismo, solidarietà, è stato, con dolore ma con fermezza, più consapevole e più forte dopo quegli assalti”.

“L’identità della Repubblica – ha proseguito il capo dello Stato – è segnata dai morti e dai feriti della Banca Nazionale dell’Agricoltura”. E ancora: “Ci troviamo a Palazzo Marino, luogo della democrazia della comunità milanese, contro il quale la ferocia di terroristi neofascisti tentò di replicare, undici anni dopo, la strage di Piazza Fontana”.

“Depistaggi colpevoli”

Non sono mancati riferimenti ai depistaggi. Per Mattarella “l’attività depistatoria di una parte di strutture dello Stato è stata, quindi, doppiamente colpevole”. Secondo il presidente della Repubblica fu “un cinico disegno, nutrito di collegamenti internazionali e reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent’anni dall’entrata in vigore della sua Costituzione. Disegno che venne sconfitto”.

Nel suo intervento Mattarella ha invitato anche a scongiurare il rinnovo di “fratture” in cui si inserirono i fatti di 50 anni fa. “Nel momento in cui facciamo memoria delle vittime di piazza Fontana – e, con loro di Giuseppe Pinelli, del Commissario Luigi Calabresi – sappiamo di dover chiamare le espressioni politiche e sociali del Paese, gli uomini di cultura, l’intera società civile, a un impegno comune: scongiurare che si possano rinnovare in Italia le fratture terribili in cui si inserirono criminalmente quei fatti”.

“Il destino della nostra comunità non può essere preda dell’odio e della violenza. Per nessuna ragione la vita di una sola persona può essere messa in gioco per un perverso disegno di carattere eversivo”.

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