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Spostamenti tra regioni: “La data dal 3 giugno è a rischio”. Ecco perché

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 21 Mag. 2020 alle 07:45
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Immagine di copertina
Autostrada Credits ANSA

Spostamenti tra regioni: “La data dal 3 giugno è a rischio”. Ecco perché

Sì sta per chiudere la prima settimana in cui le stringenti misure previste per il lockdown hanno ricevuto un deciso allentamento. Dal 18 maggio infatti abbiamo potuto iniziare a spostarci liberamente all’interno della regione di residenza e tra qualche settimana – il 3 giugno – gli spostamenti tra regioni saranno nuovamente consentiti. Questo, almeno, quanto previsto dalla circolare che il Ministero degli Interni ha recapitato ai Prefetti italiani. Nel documento del Viminale si specificano le modalità di questo ulteriore passo verso la normalità: non ci sarà bisogno di alcuna autocertificazione e, secondo la nota, non ci saranno limiti. A meno che non intervenga il Governo con qualche norma ad hoc.

il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia fissa alcuni precisi paletti alla possibilità di spostarsi tra regione e regione. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Federalismo Fiscale della Camera dei Deputati, il ministro ha evidenziato che la libertà di muoversi in Italia è legata (e condizionata) alla curva epidemiologica regionale. In particolare, non sarà possibile né uscire, né tanto meno entrare, da regioni con un tasso di contagi pericolosamente in crescita.

A decidere dunque se potremo o meno spostarci tra le diverse regioni senza autocertificazioni a partire dal 3 giugno — ad esempio, per andare a trovare un parente fuori regione, possibilità al momento negata — saranno i dati del monitoraggio, effettuato dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di Sanità sulla base di dati registrati dalle Regioni e classificati in 21 diversi parametri.

I dati del monitoraggio, che avviene ogni settimana, verranno resi noti ogni venerdì: di fatto, questo significa che la data chiave per decidere la riapertura dei confini regionali sarà quella del 29 maggio. Le rilevazione si basa sui dati che i sistemi sanitari locali inviano quotidianamente e darà modo ai tecnici del ministero e dell’ISS di dividere le regioni in varie fasce di rischio. Per le regioni ad alto rischio, dunque, i confini resteranno chiuse sia in ingresso, sia uscita. In sostanza, le regioni con la valutazione “peggiore” sono la Lombardia, il Molise e l’Umbria, attestate su un livello di rischio moderato. Quindi a oggi non ci sarebbero problemi negli spostamenti e tutti i cittadini italiani potrebbero tranquillamente varcare i confini di qualunque regione.

L’indice più importante per determinare il rischio di ogni regione è Rt: come spiegato qui, mentre l’indice R0 indica la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva nella sua fase iniziale in una popolazione suscettibile, Rt descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia. In sintesi, Rt è la misura della potenziale trasmissibilità della malattia legata alla situazione contingente, cioè la misura di ciò che succede nel contesto. Il virus SARS Cov-2 ha un R0, in media, di 2,5 casi secondari, mentre l’indice di trasmissibilità Rt, in questo momento, è compreso tra 0,2 e 0,7. Quindi bisognerà ancora attendere per l’apertura totale delle regioni.

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