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Lo zio di Silvia Romano: “Mia nipote testarda, ha litigato con i Servizi per tenere la veste islamica e il velo”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Mag. 2020 alle 15:19 Aggiornato il 15 Mag. 2020 alle 15:46
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Immagine di copertina

Lo zio di Silvia Romano: “Ha insistito per tenere il velo al ritorno”

“Mia nipote, Silvia Romano, è meravigliosamente testarda. Ha ‘litigato’ con i Servizi per tutto il tempo del viaggio perché voleva tenersi la veste islamica e il velo. Quando doveva scendere dall’aereo, e loro le chiedevano di toglierla forse perché faceva più comodo un altro tipo di immagine, ha insistito che avrebbe tenuto quella. Irremovibile”: sono le parole di Alberto Fumagalli, lo zio della cooperante italiana liberata il 9 maggio scorso dopo 18 mesi di prigionia tra Kenya e Somalia. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’uomo ha raccontato quanto successo dopo il ritorno della nipote.

“Ci chiede di avvicinarci a quello che ha vissuto nei 18 mesi più lunghi della sua vita e a noi viene naturale farlo. Ha usato tutte le risorse con una straordinaria forza di volontà, capacità di adattamento e resilienza. Ci fa sentire qualche parola in arabo, racconta la religione che le è servita per sopravvivere, adesso avrà tutto il tempo per decidere quale vita costruire, che tipo di donna diventare”, ha detto Fumagalli, l’unico parente ad aver visto Silvia Romano insieme alla mamma, al padre e alla sorella.

“Quando è stata consegnata alla banda di rapitori per prima cosa ha chiesto come si scrivevano in arabo i loro nomi e loro, stupefatti, glieli hanno disegnati con i bastoncini sulla terra, mentre calava il sole. Non le hanno torto un capello, le hanno portato rispetto e noi questo non potevamo neanche sperarlo. Dei rapitori dice che avevano un atteggiamento protettivo. Uno solo parlava un po’ di inglese. Certo era il loro bene economico più prezioso, l’oggetto del possibile riscatto, e dovevano preservarla anche per quello, ma forse è riuscita ad ottenere qualcosa di più. A lei è impossibile non volerle bene”, ha concluso l’uomo.

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