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Sileri: “Vaccino obbligatorio se la campagna non raggiunge i due terzi della popolazione”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 29 Dic. 2020 alle 09:40 Aggiornato il 29 Dic. 2020 alle 09:49
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Sileri: “Se adesione bassa nei prossimi mesi, vaccino obbligatorio”

“Se nei prossimi mesi la campagna non dovesse raggiungere i due terzi della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure, tra queste c’è il vaccino obbligatorio”: ad affermarlo è il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a La Stampa. “Al momento non è prevista alcuna obbligatorietà”, ha ricordato, “ma non è un problema attuale. Sono fiducioso”. Le parole del viceministro sono in linea con quanto trapelato in queste ore sulla posizione del governo: l’obbligatorietà è un opzione che si potrà valutare qualora il volume di adesioni risulterà insufficiente a garantire l’immunità di gregge.

Secondo un retroscena del Corriere della Sera il tema è sul tavolo, ma parlarne è prematuro, e sarebbe anche un regalo ai No Vax. È in primavera che si valuterà l’opportunità di adottare misure che obblighino alcune categorie a vaccinarsi, come i dipendenti pubblici, gli insegnanti, o quelle che prevedono il contatto con il pubblico allo sportello. L’ipotesi è quella di inserire l’inoculazione tra i requisiti del contratto da dipendente, anche in Italia gli statali sono in tutto 3 milioni, e cioè solo il 3 per cento della popolazione.

Se i numeri si riveleranno davvero bassi, bisognerà pensare anche ad altre misure. Quella di prendere in considerazione l’obbligatorietà come strategia d’emergenza in caso di scarsa adesione sarebbe anche la posizione del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, che però al momento preferisce non parlarne: il punto si farà in primavera. Intanto Sileri ha affermato che “per sconfiggere il Covid ci sarà bisogno di un’adesione massiccia al vaccino” e che “avere dei no vax tra i medici equivale a un fallimento”, che mette in discussione la qualità del sistema formativo nel nostro Paese.

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