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Torino, all’alba lo sgombero delle ultime due palazzine dell’ex villaggio olimpico

Trasferiti circa 350 migranti dopo sei anni di occupazione

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 30 Lug. 2019 alle 08:46 Aggiornato il 30 Lug. 2019 alle 11:53
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Immagine di copertina
Polizia e migranti fuori dal Moi

Torino, scatta lo sgombero dell’ex Moi

Al via all’alba lo sgombero delle ultime due palazzine dell’ex Moi, quello che è stato il villaggio olimpico di Torino, da anni occupato da profughi e migranti. Si tratta delle palazzine arancione e grigia, dove vivono 350 persone perlopiù nordafricane.

Sgombero ex Moi Torino, le tappe

Questa è l’ultima tappa dello sgombero “dolce”- come veniva definito –  iniziato a novembre 2017: un progetto di ricollocamento dei migranti portato avanti da Prefettura, Questura e Comune di Torino insieme a Diocesi, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo.

La zona è presidiata da Polizia, Carabinieri e Polizia municipale. Entro la sera di martedì 30 luglio, secondo quanto detto dalla prefettura, anche loro lasceranno le ultime due palazzine di via Giordano Bruno.

L’accelerata voluta dal Comune per portare a termine lo sgombero, che inizialmente doveva essere concluso entro il 2021 con la fine del mandato Appendino, poi anticipato al 2020 e ora entro l’estate 2019, è dovuta alla scelta di svuotare in un colpo solo due palazzine, la marrone e l’arancione, simbolo stesso dell’occupazione e cuore pulsante del Moi con le sue piccole attività commerciali al piano terra e nel cortile.

Sgombero ex Moi Torino, i ricollocamenti

Sul luogo dello sgombero è presente anche il presidente di circoscrizione Davide Ricca: “È importante che si parta subito, il quartiere Filadelfia da anni aspetta la riqualificazione del Moi e delle arcate. Qui le case si sono deprezzate, questo complesso deve tornare al servizio di un quartiere che ha sempre tollerato questa situazione”, ha spiegato l’amministratore locale.

“Quando qualcuno chiede aiuto come hanno fatto Lega e Movimento Cinque Stelle è giusto dare una mano, visto che ci sono in ballo degli essere umani. In questo caso abbiamo trovato un accordo su 35 persone, tutte titolari di permesso umanitario e per un periodo limitato”, spiega il sindaco di Settimo Elena Piastra. Il centro di prima accoglienza gestito dalla Croce Rossa al Fenoglio di Settimo, infatti, aveva chiuso a maggio.

Non tutti i fuoriusciti di oggi troveranno un alloggio entro stasera: circa 150 saranno accolti tra Castel d’Annone e il centro Fenoglio di Settimo Torinese, dove potrebbero rimanere fino all’autunno in attesa del nuovo bando del Comune per trovare nuovi alloggi. Ora ci sarà un sostegno per chi vuole tornare a casa sua con un progetto che li aiuti: sarebbero già una trentina di persone interessate al rimpatrio volontario.

Ci sono stati momenti in cui nelle palazzine vivevano più di 1300 persone tanto che l’Ex Moi si è guadagnato il titolo di occupazione abusiva più grande d’Europa.

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