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Cosa rischiano la Sea Watch e la sua capitana Carola Rackete in base al decreto sicurezza bis

Di Laura Melissari
Pubblicato il 27 Giu. 2019 alle 08:47 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:33
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Sea Watch 3 cosa rischia la capitana | Decreto sicurezza bis | Carola Rackete

Sea Watch 3 cosa rischia la capitana | La capitana della Sea Watch 3, ferma davanti al porto di Lampedusa dopo aver forzato il blocco, rischia grosso, in base al famigerato decreto sicurezza bis, che proprio in questa vicenda potrebbe vedere la sua prima applicazione.

“Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”, ha detto Rackete.

Ma cosa rischia?

Il decreto sicurezza, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Salvini e in vigore dal 15 giugno 2019, contiene alcuni articoli, i primi cinque, che riguardano esplicitamente la questione del soccorso in mare.

Nell’articolo 1 del decreto si stabilisce che il ministro dell’interno “può limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale” per ragioni di ordine e sicurezza. E in particolare in situazioni in cui si tema che venga violato il testo unico sull’immigrazione. Il decreto intende quindi “prevenire” il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La decisione deve essere presa dal ministro dell’Interno, di concerto con il ministro della Difesa e con il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, informandone il presidente del Consiglio dei ministri.

Alla comandante della Sea Watch questo divieto di ingresso era stato notificato, ma lei ha deciso di forzare il blocco navale ed entrare comunque in acque territoriali italiane.

Lo stesso decreto, all’articolo 2 prevede una multa che va dai 10mila ai 50mila euro per il comandante, l’armatore e il proprietario della nave “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. È previsto anche il sequestro della nave in caso di reiterazione della violazione del divieto.

Le multe sono comminate dal prefetto territorialmente competente.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto che verrà usato ogni mezzo lecito per impedire lo sbarco. “Useremo ogni mezzo lecito per fermare una nave fuorilegge, che mette a rischio decine di immigrati per uno schifoso giochino politico. Non darò l’autorizzazione allo sbarco a nessuno. Il comandante è avvisato: useremo ogni mezzo democraticamente concesso per bloccare questo scempio del diritto. Mi sono rotto le palle di vedere l’Italia trattata come un paese di serie B. Chi sbaglia paga. La nostra pazienza è finita. L’Olanda ne risponderà”, ha detto Salvini.

Intanto, per fare fronte alla multa salata, sono già partite numerose raccolte fondi. In poche ore sono stati raccolti più di 60mila euro.

Alcuni link utili per saperne di più sulla vicenda:

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