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Saman Abbas, spunta l’sms della madre: “Torna a casa, stiamo morendo, faremo come dici tu”

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Emergono nuovi dettagli sulla tragica morte di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane scomparsa a fine maggio in circostanze ancora da chiarire del tutto: la madre, che secondo le ricostruzioni degli inquirenti avrebbe chiesto allo zio e ai cugini della figlia di “punirla” per essersi opposta a un matrimonio combinato, con la complicità del padre, le avrebbe mandato un sms “trappola” per farla tornare a casa a dicembre, quando Saman era andata via.

“Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu” il testo dell’sms riportato dalla Gazzetta di Reggio. Stando a quanto rivela il quotidiano locale, il messaggio risale proprio al periodo in cui Saman si trovava in una comunità protetta dopo aver denunciato i genitori, che volevano imporre alla figlia la scelta del futuro sposo e celebrare il matrimonio combinato in Pakistan. Saman era tornata a casa, a Novellara (Reggio Emilia), il 22 aprile, ma non è chiaro quanto quel messaggio abbia contribuito al suo ritorno.

La madre della ragazza è indagata assieme al padre Shabbar – entrambi latitanti, si troverebbero in Pakistan – per omicidio premeditato in concorso insieme allo zio Danish Hasnain, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, e ai cugini Nomanulhaq (latitante, si presume in Europa, con lo zio) e Ikram Ijaz, ora in carcere a Reggio Emilia, unico arrestato dopo essere stato fermato in Francia ed estradato il 28 maggio scorso mentre tentava di raggiungere la Spagna.

Interrogato dalla polizia, il giovane ha dichiarato di “non c’entrare niente con la scomparsa di Saman Abbas”. Il 28enne è tra i protagonisti del video ripreso dalle telecamere di sorveglianza il 29 aprile scorso, mentre con due pale, un secchio contenente un sacchetto azzurro e un piede di porco, si allontanava nei campi per fare ritorno due ore dopo. Con lui c’erano lo zio e l’altro cugino.

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