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Salerno, decessi anomali nella clinica: arrestato un primario, sospeso un medico chirurgo

Due professionisti della Casa di cura Tortorella accusati di aver eseguito interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, "totalmente demolitivi ed inutili", ai danni di malati oncologici

Di Donato De Sena
Pubblicato il 9 Dic. 2020 alle 16:48 Aggiornato il 9 Dic. 2020 alle 16:52
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Immagini da Google Street View e Piaxabay

Salerno, decessi anomali in clinica: arrestato primario

Aver eseguito una serie di interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, “totalmente demolitivi ed inutili” ai danni di malati oncologici che affrontavano la malattia in stadio avanzato, molti dei quali poi deceduti. E’ questa l’accusa che ha portato all’arresto del primario di una clinica di Salerno e alla sospensione dall’attività di un medico chirurgo. Ai due vengono attribuiti “plurimi omicidi colposi commessi tra il 12 novembre 2017 ed il 25 marzo 2018”.

I destinatari di misure cautelari, emesse dal gip di Salerno ed eseguite dai carabinieri, sono Carmine Napolitano, primario dell’Unità funzionale di chirurgia generale e chirurgia oncologica nella casa di cura Tortorella Spa, e un medico chirurgo, Marco Clemente, entrambi assunti a novembre 2017.

Napolitano si trova ora agli arresti domiciliari, Clemente invece non può esercitare la sua professione. Le indagini dei carabinieri sono partite proprio nel 2018 dopo una segnalazione relativa a un “anomalo incremento di decessi verificatisi nei mesi successivi all’assunzione dei due medici”. La tesi dei pm, accolta dal gip, è che i due abbiano operato troppo e male, danneggiando i pazienti e anche provocandone la morte, per avvantaggiare economicamente la casa di cura che è anche convenzionata.

Lo spregiudicato modus operandi dei ricoveri e la gestione imprudente dei pazienti emersa dall’indagine hanno portato ad ulteriori approfondimenti. Si è proceduto con l’acquisizione delle cartelle cliniche e 5 autopsie e con l’analisi comparativa di ricovero ed ambulatoriale della clinica con riferimento alle attività della chirurgia per gli anni 2016 e 2017, da cui è stato riscontrato un andamento crescente dei ricoveri con il nuovo direttore di reparto. A tale incremento non corrispondeva il miglioramento delle prestazioni sanitarie, come emerso dall’analisi di 83 cartelle cliniche.

Secondo carabinieri e Procura di Salerno, in relazione ad altri interventi chirurgici, ci sarebbe stata “imperizia nella fase esecutiva” e “totale negligenza nella gestione della fase post operatoria, con omissione dei prescritti controlli ed indagini diagnostiche a fronte della evidente insorgenza di complicanze”. La Procura contesta “di aver eseguito una serie di interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, totalmente demolitivi ed inutili a fronte di malattie oncologiche in avanzata stadiazione”.

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