Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Sabaudia, madre e figlia fanno incendiare lo stabilimento della concorrenza

Immagine di copertina

Sabaudia, madre e figlia fanno incendiare lo stabilimento della concorrenza

Un incendio per bruciare la concorrenza. Due titolari di una concessione sulla spiaggia di Sabaudia, madre e figlia, sono state arrestate insieme ad altre due persone per aver dato alle fiamme uno stabilimento concorrente ai primi dell’anno. Le due donne, Mirella D’Indio e Tatiana Rizzi, sono sospettate di essere le mandanti dell’incendio doloso che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio ha distrutto il “Duna 31.5”. La struttura, affacciata direttamente direttamente sulla spiaggia, era diventata una destinazione popolare dopo gli inizi travagliati, a causa di un lungo contenzioso con l’amministrazione comunale.

A confermare la natura dolosa dell’incendio, che ha distrutto l’impianto di allarme e videosorveglianza dello stabilimento, il ritrovamento di una bottiglia contenente residui di liquido infiammabile.

Secondo gli inquirenti, D’Indio e Rizzi, che lavora anche come modella, avrebbero avuto diversi screzi in passato con il “Duna”. Le due erano titolari de “L’ultima spiaggia”, una concessione per noleggio di sdraio e ombrelloni bloccata dopo una serie di violazioni accertate dai carabinieri forestali.

Ad aver appiccato l’incendio sarebbe stato un giovane del posto, che in cambio avrebbe ricevuto dalle due 500 euro. Con lui avrebbe agito anche un secondo ragazzo. I due, già noti alle forze dell’ordine, sono stati messi in carcere. Le due donne sospettate di essere le mandanti si trovano invece ai domiciliari.

Gli affari riguardanti le concessioni lungo il litorale di Sabaudia sono già stati al centro dell’inchiesta “Dune”, che negli scorsi mesi aveva portato all’arresto dell’ex sindaca Giada Gervasi, sotto processo insieme ad altre cinque persone. All’ex prima cittadina, accostata in passato alla Lega, e agli altri imputati sono stati contestati a vario titolo i reati di peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”