Roma, a Montesacro un parco per Lorenzo Orsetti, l’italiano morto in Siria combattendo l’Isis

Di Marta Facchini
Pubblicato il 13 Giu. 2019 alle 20:02 Aggiornato il 17 Ago. 2019 alle 18:46
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Immagine di copertina

Un parco per Lorenzo Orsetti, il giovane italiano di 33 anni morto in Siria mentre combatteva insieme alle forze curde contro lo Stato Islamico. Un giardino per la libertà, l’area verde di Ponte Tazio, lungo via Nomentana nella Capitale, che prenderà il nome di “Parco Nomentano Lorenzo Orsetti”. Un luogo di memoria viva, condivisione e partecipazione, in ricordo del partigiano scomparso.

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La mozione per intitolare l’area verde ad ‘Orso’ era stata presentata da diversi consiglieri della maggioranza di centrosinistra e oggi, giovedì 13 giugno, è stata approvata dal III Municipio di Roma. Ora la decisione spetta a Roma Capitale.

La proposta porta la firma degli organizzatori dell’IFEST-Independent Festival Roma, rassegna di incontri, musica e dibattiti che si tiene nel parco dal 25 al 29 giugno. “Cinque anni fa abbiamo acceso i riflettori su questa area verde abbandonata: oggi sarà dedicata a un partigiano del nostro decennio, Lorenzo ‘Orso’ Orsetti caduto in Siria mentre combatteva contro l’Isis al fianco delle forze democratiche curde”, scrivono i ragazzi dell’IFEST in una nota.

“La lotta per la libertà non ha confini né latitudine, questo ci ha insegnato Lorenzo, per questo giovedì 27 giugno dedicheremo l’intera giornata dell’edizione 2019 di IFEST alla lotta democratica, femminista ed ecologista del popolo curdo. Alle 18.30 inaugureremo una targa temporanea dedicata a Orso in attesa dell’intitolazione ufficiale che speriamo avvenga al più presto. Saranno con noi anche i genitori e i compagni di Orso, Zerocalcare e Wu Ming 1″, concludono.

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Lorenzo Orsetti è morto in Siria mentre combatteva contro l’Isis al fianco delle milizie curdo-arabe.

“Şehid Tekoser (Lorenzo Orsetti) ha lasciato oggi [5 maggio, ndr] il Rojava con tutti gli onori militari. Sarà seppellito nella sua terra. È caduto come un grande rivoluzionario, la sua speranza sopravvive nella rivoluzione e nei nostri cuori”, era stato il messaggio dell’Internationalist Commune of Rojava per comunicare la scomparsa del combattente.

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