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Home » Cronaca

“Siete immigrate, non vi vogliamo”: rivolta nelle case popolari contro due donne disabili

Immagine di copertina
Foto di repertorio ANSA / FILIPPO VENEZIA

“Siete immigrate, non vi vogliamo. No a extracomunitari e musulmani in casa”. Roma. Mercoledì 27 marzo. Una cinquantina di abitanti delle case popolari di Pietralata ha tentato di impedire l’assegnazione di un alloggio ‘pubblico’ a due sorelle marocchine.

Una vera e propria rivolta contro l’arrivo nella palazzina di via del Peperino di due donne di 63 e 60 anni, entrambe invalide al 100 per cento.

Due giorni dopo l’assegnazione dell’abitazione da parte dell’Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica), avvenuta lunedì scorso, le due donne si sono recate nella palazzina per prendere possesso dell’immobile.

Davanti al portone hanno trovato, ad “accoglierle”, una trentina di persone. Piano piano la folla è aumentata, fino a contare oltre cinquanta persone.

Dalle abitazioni circostanti, però, diversi condomini hanno avvertito le forze dell’ordine, difendendo così le due donne che, intanto, erano state letteralmente circondate dalla folla.

Solo quando è arrivata la sera gli agenti sono riusciti a portare le due sorelle davanti alla loro abitazione.

Aicha, il nome di una delle due sorelle, è un’iscritta al sindacato Unione Inquilini. “È grazie a noi”, ha spiegato il segretario romano Fabrizio Ragucci in un video su Facebook, “se lei e la sorella sono riuscite a ottenere l’assegnazione di un alloggio popolare”.

Ma “una volta arrivata a Pietralata Aicha è stata aggredita da gruppi criminali che gestiscono il racket delle case”.

“Prima gli si sono fatte incontro due persone ‘di zona’ chiededo chi fosse”. Alla risposta, “sono la nuova inqulina”, sono arrivate altri due individui “che le hanno detto di aver comprato la casa popolare per 5mila euro”.

“Una persona che qui gestisce tutto mi ha dato le chiavi. O te ne vai o ti buttiamo fuori”. L’intera palazzina, “evidentemente ‘vicina’ a chi gestisce il racket delle case popolari”, denuncia ancora Ragucci, “si è mobilitata per cacciare Aicha e la sorella”. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha poi consentito ad Aicha e alla sorella di prendere possesso dell’alloggio.

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