Rigopiano, la madre di Feniello prende a pugni l’ex sindaco di Farindola: “Era troppo felice”

Maria Perilli, madre di Stefano Feniello, ha aggredito l'ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino, durante una pausa della seconda udienza preliminare

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 27 Set. 2019 alle 12:16 Aggiornato il 27 Set. 2019 alle 13:57
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Immagine di copertina
Nella foto: Stefano Feniello, una delle 29 vittime del disastro di Rigopiano

Processo per il disastro di Rigopiano, ex sindaco aggredito dalla madre di una vittima

È in corso oggi, 27 settembre, a Pescara la seconda udienza preliminare sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola. Durante una pausa, l’ex sindaco del piccolo comune in provincia di Pescara, Massimiliano Giancaterino, è stato aggredito dalla madre di Stefano Faniello, una delle 29 vittime della tragedia.

“Stavo prendendo un caffè con i miei avvocati, quando sono stato aggredito – ha raccontato l’ex sindaco -. Una donna che mi ha picchiato, mi ha riempito di botte”. La donna ha preso a pugni l’uomo, che poi è caduto a terra. “Hai firmato la condanna a morte di mio figlio”, gli urlava.

Immediatamente sono intervenute le forze dell’ordine e successivamente anche gli operatori del 118, che hanno assistito Giancaterino. L’ex sindaco ha annunciato una querela nei confronti della donna.

“Era al bar allegramente, quando è stato lui a firmare la condanna a morte di mio figlio e allora l’ho preso a pugni”, ha raccontato Maria Perilli, madre di Stefano Feniello, una delle vittime di Rigopiano.

La donna è stata identificata dalle forze dell’ordine. “Lui è il doppio di me – ha osservato poi la donna – quindi potete immaginare il male che gli ho fatto…”.

Perilli infine ha detto: “È stato lui a firmare i primi documenti per l’ampliamento dell’albergo e ha dato la possibilità all’albergo, da quel momento, di essere aperto anche durante l’inverno, non solo d’estate, quindi ha condannato a morte Stefano”.

La donna adesso rischia una denuncia. Anche il marito, Alessio Feniello, è sotto processo a Pescara per aver violato i sigilli dell’area dove è morto il figlio Stefano.

Il disastro di Rigopiano

Il 18 gennaio 2017, a seguito di una intensa nevicata e forse anche dei terremoti del Centro Italia del 2016-2017, l’Hotel Rigopiano, ex rifugio e unico albergo della frazione, è stato investito da una valanga di neve e detriti proveniente dal Monte Siella.

Fra le 40 persone presenti, fra ospiti e personale, vi sono state 29 vittime e 11 sopravvissuti. I soccorsi sono potuti giungere solo all’alba del giorno seguente, date le vie di comunicazione interrotte e la scarsa visibilità per gli spostamenti in elicottero.

QUI tutte le notizie di TPI sul disastro di Rigopiano

Rigopiano: udienza rinviata per l’aggressione

Dopo l’aggressione dell’ex sindaco, la seconda udienza preliminare del processo sulla tragedia del resort è stata rinviata. Al rientro in aula, dopo circa un’ora, il legale di Giancaterino, Vincenzo Di Girolamo, ha chiesto e ottenuto il rinvio, per legittimo impedimento del suo assistito. “Trasportato in ospedale – ha detto l’avvocato, che ha prodotto un referto del 118 – gli sono stati diagnosticati un trauma cranico, un trauma all’arto superiore sinistro e dolore al torace”.

Il Gup Gianluca Sarandrea dunque ha rinviato l’udienza al prossimo 25 ottobre.

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