Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Ti vergogni di tuo figlio disabile?”: il questionario shock che imbarazza il Campidoglio

Immagine di copertina

Il questionario somministrato dal Campidoglio e altri comuni del Lazio ai richiedenti sostegno economico per disabilità in famiglia ha scatenato la bufera. Le domande ai caregiver, alla cui risposta con punteggio “da zero a quattro” è vincolata la presentazione della pratica, sono un pugno nello stomaco: “Mi sento in imbarazzo a causa del comportamento del mio familiare?”. E soprattutto: “Mi vergogno di lui?”. Oppure: “Provo del risentimento nei suoi confronti?”, “Non mi sento a mio agio quando ho amici in casa?”, “Mi arrabbio per le mie reazioni nei suoi riguardi?” Ancora: “Sento che sto perdendo vita?”. Poi il domandone: “Mi sarei aspettato qualcosa di diverso a questo punto della vita?”.

Il Comune di Roma, il Comune di Nettuno (che ha innescato il casus belli) e altri comuni laziali hanno inviato un modulo ai caregiver per accedere ai servizi. Il test della vergogna è stato allegato al modello Isee. Le domande erano dirette ai caregiver , cioè ai familiari che occupano un ruolo informale di cura, supporto e di vicinanza e che sono partecipi dell’esperienza di malattia del malato. Padri e madri sono stati invitati a fare una valutazione da uno a quattro. Ma quali sono appunto queste domande? Ecco alcune: “Mi sento in imbarazzo a causa del comportamento del mio familiare? Mi vergogno di lui? Provo del risentimento nei suoi confronti? Non mi sento a mio agio quando ho amici in casa? Mi arrabbio per le mie reazioni nei suoi riguardi? E ancora: ” Sento che sto perdendo vita? E infine la domanda che più ha fatto indignare: “Mi sarei aspettato qualcosa di diverso a questo punto della vita?”.

Il questionario è stato ritenuto dagli uffici comunali di Roma utile a misurare lo stress di chi assiste un disabile gravissimo. Ed è stato suddiviso in cinque sezioni: carico oggettivo, psicologico, fisico, sociale ed emotivo. Ma per molte famiglie non è stato altro che l’ennesimo schiaffo, uno dei tanti, sicuramente troppi, ricevuti da chi gestisce situazioni difficilissime e nelle istituzioni fa fatica a trovare veri alleati.

Una scivolata a cui il Campidoglio sta cercando di porre rimedio.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona