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Qatargate, via libera alla consegna in Belgio della moglie di Panzeri

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Maria Dolores Colleoni, , la moglie dell'ex eurodeputato Antonio Panzeri, arriva a palazzo di giustizia per l'udienza in Corte d'appello a Brescia, 19 dicembre 2022. Credit: Ansa/ Riccardo Bortolotti

Qatargate, via libera alla consegna in Belgio della moglie di Panzeri

I giudici di Brescia hanno dato il via libera alla consegna in Belgio della moglie di Antonio Panzeri, al centro dell’inchiesta sulla corruzione nelle istituzioni europee. Maria Dolores Colleoni, ai domiciliari insieme alla figlia Silvia Panzeri, è accusata di essere “pienamente consapevole delle attività” dell’ex europarlamentare. Dopo circa cinque ore di camera di consiglio, i giudici della Corte d’Appello di Brescia hanno accolto la richiesta inoltrata dalla procura belga, respingendo le istanze degli avvocati di Colleoni, che hanno cinque giorni di tempo per chiedere il ricorso in Cassazione. In caso di condanna, la Corte ha comunque stabilito che la pena sia scontata in Italia.

“Non ero a conoscenza degli affari di mio marito”, ha dichiarato oggi in aula la 67enne, che ha smentito di aver mai fatto “vacanze da 100mila euro”. “Non ci sono ragioni perché la nostra assistita venga consegnata”, ha dichiarato invece il suo legale, Angelo De Riso. “Il carcere sarebbe una misura afflittiva più grave dei domiciliari, stabiliti dal giudice italiano, una violazione della Convenzione dei diritti dell’uomo, perchè la misura sarebbe aggravata senza che l’indagata abbia violato i domiciliari”.

La donna è stata posta agli arresti domiciliari, a casa della sorella, dopo il ritrovamento di 17mila euro e orologi di valore nel corso delle perquisizioni della procura di Milano nell’abitazione della famiglia Panzeri a Calusco d’Adda. Domani la Corte d’appello di Brescia valuterà invece la posizione della figlia Silvia. Secondo il mandato d’arresto internazionale chiesto dalle autorità belge, “le due donne sembrano essere pienamente consapevoli delle attività del marito/padre” e e sembrano “partecipare nel trasporto dei ‘regali’ dati al Marocco dall’ambasciatore marocchino in Polonia”.

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