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Processo ponte Morandi, Autostrade e Spea chiedono l’esclusione come responsabili

Immagine di copertina
Credit: ANSA/LUCA ZENNARO

Processo ponte Morandi, Autostrade e Spea chiedono l’esclusione come responsabili

Autostrade per l’Italia e l’ex società gemella Spea hanno chiesto di uscire del tutto dal maxi-processo per il crollo del Ponte Morandi, in corso a Genova. In questo modo le società non saranno tenute a risarcire le parti civili in caso di condanna degli ex dirigenti, accusati del disastro che il 14 agosto 2018 ha causato la morte di 43 persone.

Una richiesta a cui si è associata anche la procura a cui, secondo quanto dichiarato in aula dal pubblico ministero Massimo Terrile, interessa “chiudere questo processo”. Lo scopo sarebbe quello di evitare che una quantità elevata di parti possa allungare i tempi del procedimento, con la possibilità che molti reati cadano in prescrizione.

Contrari invece i legali di parte civile: con l’uscita delle società dal processo saranno tenuti al risarcimento solo i condannati, con il rischio che qualcuno possa non ricevere nulla.

La richiesta è arrivata mentre il processo entra per la prima volta nel vivo, dopo l’udienza rinviata ieri per lo sciopero degli avvocati genovesi e la prima tenuta lo scorso luglio. I legali delle due società ritengono che la citazione a responsabile civile sia nulla, soprattutto perché durante gli incidenti probatori le società non erano state indicate come eventuali responsabili civili.

Negli scorsi mesi, le due società hanno già patteggiato il pagamento di circa 30 milioni di euro per uscire dal processo in cui erano imputate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa. in via extragiudiziale, Autostrade per l’Italia ha anche risarcito le famiglie delle vittime, con l’eccezione di due nuclei che si sono costituiti parti civile nel processo. Oltre a loro, hanno chiesto di costituirsi diverse aziende, sfollati, persone rimaste ferite nel crollo e associazioni. A processo ci sono 59 persone tra ex dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea, ex ed attuali dirigenti del ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato delle opere pubbliche della Liguria. Secondo l’accusa, tutti sapevano delle condizioni del ponte ma non sarebbero state fatte le manutenzioni per risparmiare

A fine agosto, le due società hanno raggiunto un accordo con la procura per patteggiare l’uscita da un altro processo sulla gestione dei guasti alla rete autostradale italiana, con il pagamento di circa 1,2 milioni di euro.

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