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Processo a Mimmo Lucano, cadono le accuse più gravi: pena ridotta a un anno e mezzo dopo i 13 anni in primo grado

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Processo a Mimmo Lucano, cadono le accuse più gravi: pena ridotta a un anno e mezzo dopo i 13 anni in primo grado

Cadono quasi tutte le accuse a carico di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace che era stato condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri reati. Una sentenza che la corte d’appello ora ha ribaltato, con la sola condanna dell’ex sindaco a un anno e sei mesi, con pena sospesa, per abuso d’ufficio. Assolti da tutte le accuse gli altri 16 imputati.

La decisione sconfessa l’impianto accusatorio che aveva portato alle pesanti condanne in primo grado e alla fine di un modello di accoglienza diventato noto in tutto il mondo.

Alla lettura della sentenza, accolta da un applauso, Mimmo Lucano non era presente in aula. Nella requisitoria il procuratore generale aveva chiesto per Lucano una condanna a 10 anni e cinque mesi di reclusione. “Posso aver sbagliato, ma ho agito per aiutare i più deboli”, erano state le parole dell’ex sindaco prima della sentenza. Alla fine per Lucano sono cadute tutte le imputazioni più gravi, dall’associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina al peculato fino alla truffa aggravata ai danni dello stato ed è stata confermata la condanna per un solo reato amministrativo.

I suoi avvocati difensori, Giuliano Pisapia e Andrea Dacqua, avevano contestato la sentenza di primo grado parlando di “accanimento terapeutico”. “Falcone, tra le tante cose, diceva di seguire i soldi. Vi prego seguite i soldi di Lucano e non li troverete”, aveva detto Pisapia. “Questa sentenza è importante, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti”, ha commentato l’ex sindaco di Milano. “Un conto è la giustizia, un conto è la politica”.

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