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Praticanti avvocati: a causa del Covid l’esame di stato è diventato un’odissea

Di TPI
Pubblicato il 24 Dic. 2020 alle 12:39 Aggiornato il 24 Dic. 2020 alle 14:06
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Le scriventi associazioni Unione Praticanti Avvocati, InOltre – Alternativa Progressista e Giovani Avvocatura, nella loro costante attività di tutela per i diritti dei praticanti, vogliono portare alla vostra attenzione due iniziative che stiamo ponendo in essere a seguito alla decisione della fissazione delle prove scritte dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense per il prossimo 13, 14 e 15 aprile 2021.

“In primo luogo, come Presidente di U.P.A Claudia Majolo: siamo finiti calderone degli eventi rimandati a data da destinarsi in ottemperanza alle misure anti Covid. Il rischio è così di restare anni in attesa di poter esercitare la professione. Un danno a cui i praticanti chiedono di ovviare. A tale scopo abbiamo presentato al Ministero di Grazie e Giustizia una proposta alternativa riguardo allo svolgimento dell’esame di abilitazione all’esercizio della professionale forense per la sessione 2020”.

Invece delle tradizionali 3 prove scritte e della prova orale, abbiamo proposto la riduzione a n. 2 prove scritte e, più precisamente:
1. Prova scritta preselettiva con domande di cultura giuridica generale concernenti il diritto civile e il diritto penale.

2. Prova scritta concernente la redazione di 1 atto giudiziario, con l’ausilio di mezzi informatici, in una materia tra civile, penale e amministrativo a scelta del candidato ovvero, in alternativa, una prova scritta della durata di 90 min con brevi domande a risposta aperta in materia civile e penale.

3. In caso di superamento delle prove scritte, lo svolgimento di 1 prova orale, eventualmente anche da remoto, sulle materie già scelte dal candidato all’atto di iscrizione all’esame.

“La soluzione proposta con l’ultimo decreto del Ministero non è idonea a garantire in tempi brevi e ragionevoli l’espletarsi delle prove, poiché con l’attuale impostazione le correzioni delle prove non sarebbero disponibili prima di ottobre 2021 e gli orali non prima di novembre 2021. Tali ritardi si eviterebbero adottando le soluzioni da noi proposte. In secondo luogo – precisa Giordano Bozzanca, presidente di InOltre Alternativa progressista – stiamo presentando alle Varie Regioni Italiane un invito a predisporre una proposta di legge concernente la retribuzione del praticante, sulla scorta di quanto già fatto dalla Regione Toscana con gli artt. 17 e s.s. della l.r. n. 32/2002.”

Il presidente Bozzanca riporta quello che sancisce l’articolo 17 sexies: “La Regione può concedere contributi per la copertura totale o parziale dell’importo forfetario a Raccolta Normativa della Regione Toscana Documento aggiornato al 01/08/2012 4d Istruzione scolastica e universitaria l.r. 32/2002 11 titolo di rimborso spese corrisposto al tirocinante. Può altresì concedere contributi per la corresponsione dell’indennità da parte dei professionisti ai praticanti per lo svolgimento dei tirocini finalizzati all’accesso alle professioni”.

È volontà delle Associazioni scriventi chiedere alle Regioni, qualora non lo avessero già fatto, di stanziare dei fondi affinché possa essere riconosciuto, in favore dei praticanti, un rimborso spese per l’attività svolta mediante il tirocinio.

“È un momento delicato – conclude Andrea Rispoli, presidente di Giovane Avvocatura – per tutta la nostra categoria, ma U.P.A., InOltre e Giovane Avvocatura lavoreranno costantemente per I diritti dei praticanti e, in particolare, affinché la sessione 2020 dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense possa concludersi entro il 2021. “ La priorità di tutti I praticanti è, dunque, avere tempi certi ma, soprattutto celeri in modo da non bloccare l’accesso al mondo del lavoro a 25mila aspiranti avvocati.

Associazione InOltre Alternativa Progressista 

Leggi anche: “Ho fatto lo scritto dell’esame di stato da avvocato a dicembre, ma a causa del Covid non so se lo diventerò mai”

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