È morto lo storico dell’arte Philippe Daverio: aveva 70 anni

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 2 Set. 2020 alle 09:42 Aggiornato il 2 Set. 2020 alle 10:21
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Immagine di copertina
Philippe Daverio. Credit: ANSA/CLAUDIO PERI

È morto Philippe Daverio: aveva 70 anni

È morto questa notte all’istituto dei Tumori di Milano il celebre critico e storico d’arte Philippe Daverio. Aveva 70 anni. Ad annunciarlo è il sito Dagospia che scrive “Stanotte Philippe Daverio ha lasciato questo mondo. Era malato di tumore ma non ne aveva parlato con nessuno. Aveva 70 anni”. Lo ha reso noto anche la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah. “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte”, ha detto Shammah all’Ansa.

In una delle ultime interviste al Corriere Philippe Daverio ha raccontato come ha vissuto il lockdown imposto dalla pandemia di Coronavirus: “Ho semplicemente allungato il tempo della vestaglia fino al tardo pomeriggio. Poi mi lavo e mi vesto per la cena con mia moglie. Bisogna avere il coraggio di vestirsi come se si uscisse“. “Ho apprezzato la reclusione casalinga”, raccontava a maggio Daverio. “Con telefoni e internet questa non è stata la peste descritta dal Manzoni. Faccio parte di quelli che non hanno un gran bisogno di uscire e correre al primo ristorante. La vita in casa finisce per essere più pigra, una caratteristica che ha il suo valore e che lascerà tracce. Prevedo che solo fra diversi mesi ci sarà una folata di buon umore come dopo tutte le grandi epidemie. Dopo la Spagnola è arrivato il Charleston. Dopo la peste manzoniana si è passati dai mobili scuri alle dorature rococò. Le epidemie cambiano i gusti. Ma per questi cambiamenti ci vorranno almeno sei mesi. Per ora la prudenza sarà il segno principale e solo quando avremo il vaccino ci metteremo veramente a godere”.

Chi era Philippe Daverio

Philippe Daverio era un famoso critico d’arte e saggista italiano. Il grande pubblico lo conosce soprattutto per alcune sue partecipazioni in programmi televisivi. Philippe Daverio è nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, città francese nella regione dell’Alsazia. Il padre era italiano e la madre alsaziana. Da bambino ricevette un’educazione di forte stampo ottocentesco.

Ha studiato economia e commercio alla Bocconi di Milano ma, pur superando tutti gli esami, non ha mai scritto la tesi di laurea. “Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi”, ha spiegato in un’intervista.

A 23 anni, Daverio è andato a convivere con Elena Gregori e 11 anni dopo si sono sposati. La coppia ha spesso collaborato insieme. I due hanno un figlio, Sebastiano. Anche lui, come il padre, ha dedicato la sua vita all’arte.

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Amico mio ….il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina

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Philippe Daverio: la carriera

Nel 1975, ha aperto la “Galleria Philippe Daverio” a Milano, occupandosi dei movimenti d’avanguardia di inizio secolo. In seguito, ha esteso il proprio business aprendo la “Philippe Daverio Gallery” a New York, che s’interessava di arte del ventesimo secolo più in generale. Infine, nel 1989 ha aperto una seconda galleria a Milano.

Per la televisione, Daverio ha mosso i primi passi come inviato della trasmissione “Art’è” di Rai 3 nel 1999. L’anno successivo è stato conduttore di “Art.tù”, prima di diventare conosciuto al pubblico italiano con “Passepartout” (2002-2012), programma di cultura i cui episodi si incentravano su temi specifici ma diversi. Nel 2011 ha condotto “Emporio Daverio” su Rai 5, spettacolo volto a risvegliare le coscienze sulla necessità di salvaguardare i capolavori artistici italiani.

Nel tempo, Daverio ha collaborato con varie testate giornalistiche, da”Panorama”, a “Vogue”, a “National Geographic”, ad ‘”Avvenire”, a “Il Sole 24 Ore”. È stato scrittore di libri e ha lavorato anche in teatro.

Daverio ha vestito anche i panni di docente: ha insegnato storia dell’arte alla IULM di Milano, storia di design al Politecnico ed è stato professore ordinario di disegno industriale all’università di Palermo fino al 2016.

Philippe Daverio: l’impegno politico e sociale

Il suo ingresso in politica risale agli anni ’90, quando, a Milano, tra il 1993 e il 1997  ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura, al Tempo Libero, alle Relazioni Internazionali e all’Educazione.

Il critico d’arte ha fatto parte della giunta regionale del comune di Salemi dove era stato invitato da Vittorio Sgarbi. In seguito ha deciso di candidarsi come consigliere provinciale di Milano nelle amministrative 2009. A questo hanno fatto eco altre piccole esperienze politiche.

Nel 2010 è stato designato come consulente per la Festa di Santa Rosalia dall’allora sindaco di Palermo, ma dopo un alterco con alcuni contestatori durante la celebrazione si è dimesso. Nel mese dello stesso anno è stato nominato Direttore del Museo del paesaggio di Verbania, rimanendo in questa posizione per soli due mesi.

Durante la scorsa primavera aveva annunciato la sua candidatura alle elezioni europee nelle liste di PiùEuropa. Nel 2011, il critico ha fondato il movimento “Save Italy” per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini italiani e non alla salvaguardia dell’eredità artistico-culturale della nostra penisola. In riferimento al nome del movimento, Daverio ha commentato: “La denominazione inglese serve a testimoniare che il patrimonio culturale dell’Italia non appartiene solo agli italiani ma al mondo intero, anche perché il latino si studia oggi molto più a Oxford che a Pavia”.

Tra i traguardi più importanti del movimento si annovera una maxi-protesta per impedire la costruzione di una discarica nei pressi di Villa Adriana, a Tivoli. Philippe Daverio era un grande fumatore di sigaro e arduo difensore del papillon. “Arrivato a diciott’anni ho smesso la cravatta e sono passato al papillon. È più pratico: non casca nel brodo. Adesso, però, lo confesso, è diventato una mania”, ha dichiarato una volta.

Leggi anche: Philippe Daverio: “Mi candido alle europee con Più Europa”

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