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Il Papa: “È scandaloso che si continuino le guerre e si rafforzino gli arsenali durante la pandemia”

Nel suo messaggio Urbi et Orbi in occasione della Pasqua il pontefice ha rivolto un appello affinché la comunità internazionale si adoperi per colmare i ritardi accumulati nella distribuzione dei vaccini contro il Covid, e favorirne la condivisione con i Paesi poveri

Di Anna Ditta
Pubblicato il 4 Apr. 2021 alle 19:26 Aggiornato il 4 Apr. 2021 alle 19:27
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Immagine di copertina
Papa Francesco durante la celebrazione della messa di Pasqua, il 4 aprile 2021. Credit: EPA/FILIPPO MONTEFORTE

“La pandemia è ancora in pieno corso, la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo – ed è scandaloso – non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari”. Papa Francesco nel suo messaggio Urbi et Orbi in occasione della Pasqua lancia un messaggio di pace durante i tempi duri della pandemia del Covid-19. “Questo è lo scandalo”, ha sottolineato il pontefice riguardo alle guerre che continuano nonostante la difficile situazione sanitaria in diversi Paesi.

Papa Bergoglio ha rivolto un appello affinché la comunità internazionale si adoperi per colmare i ritardi accumulati nella distribuzione dei vaccini contro il Covid e  “favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri”, nel nome di un vero e proprio “internazionalismo dei vaccini”.

“Cristo risorto è speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri”, ha detto il Papa, “Tutti, soprattutto le persone più fragili, hanno bisogno di assistenza e hanno diritto di avere accesso alle cure necessarie. Ciò è ancora più evidente in questo tempo in cui tutti siamo chiamati a combattere la pandemia e i vaccini costituiscono uno strumento essenziale per questa lotta”.

Dal Papa anche un messaggio rivolto ai giovani, costretti dal Covid a lezioni a distanza e a rinunciare ad incontrarsi. “Gesù risorto è speranza pure per tanti giovani che sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza frequentare la scuola o l’università e condividere il tempo con gli amici. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non solamente virtuali, specialmente nell’età in cui si forma il carattere e la personalità”, sono state le sue parole. “Lo abbiamo sentito anche venerdì scorso, nella via crucis dei bambini”, ha aggiunto.

Infine, il pontefice ha chiesto di offrire solidarietà ai migranti. “La luce del Risorto sia fonte di rinascita per i migranti, in fuga da guerra e miseria. Nei loro volti riconosciamo il volto sfigurato e sofferente del Signore che sale al Calvario”, ha detto Bergoglio. “Non manchino loro segni concreti di solidarietà e di fraternità umana, pegno della vittoria della vita sulla morte che celebriamo in questo giorno. Ringrazio i Paesi che accolgono con generosità i sofferenti che cercano rifugio, specialmente il Libano e la Giordania, che ospitano moltissimi profughi fuggiti dal conflitto siriano”.

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