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Papa Francesco: “Il sovranismo ricorda Hitler e porta alle guerre”

"Il sovranismo è chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso"

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 9 Ago. 2019 alle 12:21 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:23
Immagine di copertina
Papa Francesco durante la Via Crucis al Colosseo (Credits: Alessandro Di Meo/Ansa)

Papa Francesco: “Il sovranismo ricorda Hitler e porta alle guerre”

Papa Francesco è preoccupato per la situazione del nostro Paese e per la crescente diffusione del sovranismo in tutta Europa: “Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. “Prima noi. Noi… noi…”: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”, dichiara in un’intervista a La Stampa del 9 agosto.

La solitudine del sovranismo si contrappone ad un’idea più complessa di identità in cui le differenze riescono a entrare in dialogo: “Il meccanismo mentale deve essere prima l’Europa, poi ciascuno di noi”, afferma. Non è una frase fatta: il Papa allude alla necessità che i paesi smettano di recitare monologhi isolati e ascoltino i bisogni dei paesi vicini: “A volte si vedono solo monologhi di compromesso. No: occorre anche l’ascolto”, ribadisce.

Papa Franceso: Sovranismo vs Europa

Unione non significa identificazione, ciascun paese deve “partire dalla propria identità” per entrare “in dialogo con gli altri” e per spiegare questo concetto porta l’esempio del dialogo ecumenico. L’ecumenismo è la ricerca di punti di incontro comuni e universali che legano tra loro tutte le religioni monoteiste.

Proprio come le diverse religioni i diversi paesi possono comunicare tra loro anche a partire dalle differenze: “La propria identità non si negozia, si integra. L’identità è una ricchezza – culturale, nazionale, storica, artistica e ogni paese ha la propria, ma va integrata col dialogo per ricevere dalle identità degli altri qualcosa di più grande. Mai dimenticare che il tutto è superiore alla parte”.

Il termine ecumenismo deriva dal verbo greco “oikein”, significa “abitare” tutta la terra, questo non vuol dire vivere tutti sotto un unico tetto, si riesce a parlare anche con i vicini e ad accoglierli pur conservando ognuno la propria casa: “La globalizzazione, l’unità non va concepita come una sfera, ma come un poliedro: ogni popolo conserva la propria identità nell’unità con gli altri”.

Il populismo

Anche sul populismo Papa Francesco ha qualcosa da dire. Ci tiene a precisare che un che la critica al populismo è cosa diversa dalla critica della cultura del popolo: “Ma una cosa è che il popolo si esprima, un’altra è imporre al popolo l’atteggiamento populista. Il popolo è sovrano (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sentire, di valutare), invece i populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, “ismi”, non fa mai bene”.

Il fenomeno dell’immigrazione e la questione dell’Ambiente

Poi passa alla declinazione concreta di queste nozioni astratte: i flussi migratori possono diminuire solo cambiando “l’immaginario collettivo” che riguarda il continente africano, per cui “sembra solo che vada sfruttato”. E poi c’è il dovere di accogliere, non da soli ma sempre in dialogo con gli altri paesi: “Primo: ricevere, che è anche un compito cristiano, evangelico. Le porte vanno aperte, non chiuse. Secondo: accompagnare. Terzo: promuovere. Quarto integrare. Allo stesso tempo, i governi devono pensare e agire con prudenza, che è una virtù di governo”.

L’ “umanità” è ciò che lega le differenze: “Il punto di partenza e di ripartenza sono i valori umani, della persona umana. Insieme ai valori cristiani: l’Europa ha radici umane e cristiane, è la storia che lo racconta. E quando dico questo, non separo cattolici, ortodossi e protestanti. Gli ortodossi hanno un ruolo preziosissimo per l’Europa. Abbiamo tutti gli stessi valori fondanti”.

Anche sull’ambiente esprime preoccupazione, si dice impressionato dalla notizia dell’Overshoot Day secondo cui il 29 luglio abbiamo esaurito tutte le risorse rigenerabili del 2019. Parla della necessità di proteggere l’Amazzonia dal fenomeno della deforestazione, in aumento sotto il governo Bolsonaro, ma trova speranza nella nascita del movimento di Fridays for Future, guidato da Greta Thunberg, che insegna agli uomini a “non sporcare il creato”.

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