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Oms contraria alla terza dose: “Favorirà l’emergere di nuove varianti”

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Soumya Swaminathan, scienziata capo dell'Organizzazione mondiale della sanità. Credit: EPA/FABRICE COFFRINI

Oms contraria alla terza dose: “Favorirà l’emergere di nuove varianti”

L’Organizzazione mondiale della sanità ha ribadito la sua contrarietà alla terza dose dei vaccini contro il nuovo coronavirus, chiedendo invece di dare priorità alla vaccinazione dei paesi che ancora non hanno potuto ricevere vaccini.

“Al momento i dati non indicano la necessità di una terza dose”, ha detto in una conferenza stampa Soumya Swaminathan, scienziata capo dell’agenzia delle Nazioni Unite, dopo che ieri gli Stati Uniti hanno annunciato l’inizio della somministrazione delle terze dosi a chi ha già completato il ciclo vaccinale a partire dal 20 settembre.

Secondo Swaminathan invece, somministrare altri  potrebbe essere addirittura controproducente. “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia”, ha detto. “Togliendo dosi alle persone non vaccinate, i richiami favoriranno l’emergere di nuove varianti”.

“Ci sono abbastanza vaccini per tutti, ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto”, ha spiegato Bruce Aylward, un altro esperto dell’Oms. “Due dosi devono essere date ai più vulnerabili in tutto il mondo prima che i richiami vengano dati a chi ha completato il ciclo e siamo ben lontani da questa situazione”, ha aggiunto.

Nelle scorse settimane l’Oms ha esortato i paesi più ricchi a rinunciare a offrire altri richiami a chi ha già completato il ciclo vaccinale e di contribuire invece a raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 10% della popolazione di ogni paese.

Diversi governi invece hanno annunciato che intendono offrire presto una terza dose. A luglio Israele ha iniziato a somministrare la terza dose ai cittadini di età superiore a 60 anni, e intende arrivare a offrirla a tutta la popolazione a partire da settembre, dopo aver allargato la campagna over 50 la scorsa settimana. Finora 1,1 milioni di cittadini hanno ricevuto il nuovo richiamo.

In Europa, Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia intende somministrare la terza dosi agli anziani e alle persone più vulnerabili da metà settembre. Anche la Germania ha dichiarato che da settembre offrirà i richiami ai pazienti immunocompromessi, agli anziani e a chi risiede in case di cura, dopo che a inizio agosto l’Ungheria è diventato il primo paese europeo a offrire la possibilità di ricevere una terza dose.

In Italia la somministrazione della terza dose potrebbe iniziare a ottobre a partire dalla fascia di popolazione più fragile, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

Secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute e presidente del Consiglio superiore di sanità, la terza dose “è sicuramente necessaria al più presto” per gli immunodepressi quali i riceventi un trapianto di organo solido o coloro che ricevono terapie con impatto sul sistema immunitario per patologie oncomaematologiche”. “Per altre categorie, i fragili per età anagrafica o patologia concomitante, è in atto una valutazione accurata delle evidenze disponibili rispetto alla durata della protezione conferita dalla vaccinazione e sulla scorta di questi dati si deciderà se e quando somministrare la terza dose”, ha aggiunto.

L’epidemiologo Giovanni Rezza, ex direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità e ora direttore generale della Prevenzione sanitaria al ministero della Salute, ha detto che è necessario iniziare a programmare gli eventuali richiami “sulla base delle necessità e delle evidenze scientifiche”, effettuandoli in maniera “graduale”.

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