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Home » Cronaca

Omicidio Sharon Verzeni, le telecamere hanno ripreso due persone sul luogo del delitto

Immagine di copertina
Credit: Facebook

Per ora sono solo due sagome, due persone che si muovono a passo svelto nell’oscurità. Ancora non si sa chi sono, ma potrebbero rappresentare un primo elemento concreto da cui partire, nelle indagini sull’omicidio di Sharon Verzeni.

Nella notte in cui la 33enne è stata uccisa a coltellate, tra lunedì 29 e martedì 30 luglio, alcune videocamere di sorveglianza private sparse nella zona in cui si è consumato il delitto hanno ripreso due soggetti.

Siamo a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo: la vittima – che lavorava in una pasticceria nel vicino paese di Brembate – era uscita di casa per fare una camminata notturna, un’abitudine che aveva preso – secondo quanto riferito da suo padre – da quando la dietologa le aveva consigliato di fare attività fisica per perdere peso.

L’aggressione sembra sia avvenuta nei dintorni di via Castegnate: è qui che Verzeni, ancora in vita, ha gridato chiedendo aiuto e riuscendo persino a telefonare al 112.

Non ci sono testimoni diretti dell’omicidio, né le telecamere comunali finora visionate hanno inquadrato il momento dell’accoltellamento. I Carabinieri di Bergamo stanno visionando quanto registrato dagli impianti di videosorveglianza privati, installati da banche, villette, locali.

Finora l’unico elemento emerso è, appunto, la presenza nei pressi di via Castegnate di due soggetti ancora non identificati. Si ipotizza che fossero lì per aspettare la donna, ma non c’è alcuna certezza rispetto al collegamento tra i due e l’omicidio.

Per il momento non c’è nessun indagato. Gli inquirenti probabilmente vorranno sentire nuovamente il compagno della vittima, Sergio Ruocco, elettricista, che alle volte accompagnava Verzeni nelle sue camminate serali ma quella sera ha deciso di rimanere a casa perché stanco e accaldato.

L’abitazione in cui la coppia viveva è stata sigillata e sono stati sequestrati i cellulari sia della donna sia del compagno, così come l’auto che la vittima utilizzava per i suoi spostamenti. Le indagini vanno avanti. Tutte le piste restano aperte.

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