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Home » Cronaca

Omicidio Regeni, chiesto il processo per i quattro 007 egiziani

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Quattro 007 egiziani rischiano il processo per il rapimento e la morte di Giulio Regeni, il 28enne ricercatore di origine friulana scomparso il 25 gennaio del 2016 al Cairo e trovato senza vita il 3 febbraio su una strada di periferia.

Il procuratore Michele Prestipino e il pm Sergio Colaiocco hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio contestando, a vario titolo, il sequestro di persona pluriaggravato, e il concorso in lesioni personali e in omicidio. Per un quinto agente i pm avevano già chiesto l’archiviazione.

A rischiare il processo sono il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi, e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. A quest’ultimo, oltre al sequestro di persona pluriaggravato, sono contestate anche le lesioni personali e l’omicidio del ricercatore friulano. Regeni, secondo la procura, è morto per insufficienza respiratoria acuta proprio a causa delle imponenti lesioni di natura traumatica provocate dalle percosse da parte di Sharif.

L’archiviazione, invece, era stata sollecitata per l’ufficiale Mahmoud Najem, nei cui confronti “non sono stati trovati elementi sufficienti, allo stato, a sostenere l’accusa in giudizio”. Il ruolo dell’Intelligence egiziana in questa vicenda era stato ricostruito minuziosamente dai carabinieri del Ros e dei poliziotti dello Sco.

Il 10 dicembre scorso, la procura aveva chiuso le indagini, notificando l’atto agli avvocati d’ufficio italiani, non essendo mai pervenuta l’elezione di domicilio degli indagati dalle autorità del Cairo.

Chi sono gli ufficiali della National security agency

Magdi Ibrahim Abdelal Sharif

Oggi ha 36 anni, quattro in più di quelli che avrebbe avuto Giulio Regeni se avesse continuato a vivere. È forse questo il dato che più impressiona a leggere il ritratto del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, l’ufficiale della National security egiziana.

Il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif è l’uomo che ha coordinato l’operazione di spionaggio di Giulio ed è lo stesso che ha falsamente accusato e fatto arrestare ad aprile 2016 Ahmed Abdallah, il presidente del consiglio d’amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), rilasciato dopo sei mesi di carcere.

È proprio il maggiore Sharif che Mohamed Abdallah, capo del sindacato indipendente, chiama subito dopo l’incontro con Regeni per consegnargli la telecamera nascosta.

Il colonnello gli aveva promesso una ricompensa alla chiusura del caso Regeni.

Helmi Uhsam

Come hanno dimostrato i tabulati telefonici sviluppati in Italia da Sco e Ros, il colonnello Helmy Uhsam è uno degli agenti della National Security che aveva arruolato l’ambulante Mohammed Abdallah.

Helmi è lo stesso che, nel marzo 2016, accolse in aeroporto gli agenti inviati dall’Italia affermando davanti a loro che né lui né i suoi colleghi avevano mai sentito pronunciare prima del ritrovamento del cadavere il nome di Regeni.

Leggi ancheRegeni, l’Egitto non collabora e abbandona l’inchiesta nel silenzio di Conte e Di Maio

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