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“Fategli fare la fine di Cucchi”: la chat dei carabinieri dopo l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega

Immagine di copertina
Credit: Ansa

La chat dei carabinieri dopo l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega

“Squagliateli nell’acido”, “fategli fare la fine di Cucchi”: sono le frasi estrapolate da una chat in cui alcuni carabinieri chiedevano ai colleghi di vendicare l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega dopo l’arresto dei presunti assassini, gli americani Gabriele Natale Hjorth, e Finnegan Lee Elder, i quali sono stati successivamente condannati all’ergastolo in primo grado.

Le chat con le frasi incriminate sono state depositate nel processo a carico di Fabio Manganaro, il militare dell’Arma sotto accusa per la vicenda del bendaggio di Hjorth.

Dopo l’arresto dei due americani, infatti, era stata diffusa una foto che ritraeva uno dei due, Gabriele Natale Hjorth, immobilizzato e bendato in caserma.

Subito dopo il fermo, nelle chat, svelate da La Repubblica, uno dei carabinieri scrive: “Li abbiamo presi stiamo venendo al reparto”.

Da lì, partono una serie di commenti di alcuni colleghi del carabiniere ucciso. “Ammazzateli di botte” scrive qualcuno, “Speriamo che gli fanno fare la fine di Cucchi” è il commento di un altro militare.

“Non mi venite a dire arrestiamoli e basta. Devono prendere le mazzate. Bisogna chiuderli in una stanza e ammazzarli davvero” si legge in un altro messaggio con altri colleghi che scrivono: “Bisogna squagliarli nell’acido”.

Qualcuno intuisce che la situazione potrebbe degenerare e scrive: “Eh ci vogliono lasciare mezz’ora in stanza con loro a noi che siamo in tre…Però ha detto che poi rischiamo di fare cazzate quindi non voglio che si alzano mani”.

“Li dovrebbe prendere un’altra stazione perché seriamente c’è il rischio che appena sbagliano a parlare li pestate” suggerisce qualcun altro.

Dopo la diffusione dei messaggi, l’Arma dei Carabinieri ha rilasciato una nota in cui prende le distanze da quanto scritto da alcuni militari: “L’Arma dei Carabinieri ha testé appreso che, nell’ambito del processo a carico del maresciallo capo Fabio Manganaro, per la vicenda del bendaggio di Gabriele Natale Hjorth, sono stati depositati atti di un consulente esterno della Procura relativi a contenuti di alcune chat intercorse tra militari dai toni offensivi ed esecrabili. Non appena gli atti con i nominativi dei militari coinvolti saranno resi disponibili, l’Arma avvierà con immediatezza i conseguenti procedimenti disciplinari per l’adozione di provvedimenti di assoluto rigore”.

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