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Genitori di Matteo Renzi di nuovo nel mirino della procura per bancarotta

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Mag. 2019 alle 17:35 Aggiornato il 25 Mag. 2019 alle 14:48
Immagine di copertina

Nuova accusa di bancarotta per i genitori di Matteo Renzi | Tiziano Renzi e Laura Bovoli sarebbero indagati dalla Procura di Firenze con una nuova accusa di bancarotta relativa al fallimento della cooperativa Marmodiv, della quale, secondo l’accusa della procura, i genitori di Matteo Renzi sarebbero stati amministratori.

L’indiscrezione è riportata dal quotidiano La Verità, secondo cui nel registro degli indagati sarebbe finita anche una terza persona, l’imprenditore Mariano Massone.

I tre sono già coinvolti nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture relative alle cooperative Delivery service Italia ed Europe Service.

In serata, però, Federico Bagattini, legale di Tiziano Renzi, ha dichiarato che né a lui né al suo assistito risulta alcuna indagine. L’avvocato ha poi aggiunto: “Presenteremo denuncia per rivelazione di segreto di ufficio poiché si tratta di notizia evidentemente, se vera, destinata a rimanere riservata tanto che il dottor Tiziano Renzi e il difensore non hanno appreso nulla in tal senso”.

La nuova accusa di bancarotta, inerente al fallimento della cooperativa di servizi Marmodiv, dichiarata fallita dal tribunale il 20 marzo scorso, si aggiunge alle altre, che hanno portato per un periodo anche agli arresti domiciliari dei coniugi Renzi, poi revocati.

La notizia dell’arresto, avvenuta lunedì 18 febbraio, all’epoca aveva provocato diverse polemiche politiche, a partire dal figlio dei due, il senatore Matteo Renzi, che con un lungo post su Facebook aveva commentato la vicenda con le seguenti parole: “Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano questo provvedimento”,

L’ex presidente del Consiglio aveva poi continuato: “Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione”.