Romano è il “nonno dell’anno”: ogni giorno accompagna a scuola un bambino non vedente

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 08:42
632
Immagine di copertina
Romano Carletti è il "nonno dell'anno"

Il nonno dell’anno è Romano Carletti: ogni giorno accompagna un bambino non vedente a scuola

Romano Carletti ha 84 anni ed è il nonno dell’anno: ogni giorno accompagna Jaffar, un bambino non vedente a scuola. Jaffar ha sei anni e non è il nipote di Romano. Lui, però, venuto a conoscenza della storia del piccolo, ha voluto aiutarlo mettendosi a disposizione ogni giorno.

È per questo che il prossimo 2 ottobre, Romano Carletti arriverà a Roma per ricevere il riconoscimento di “Nonno dell’anno”. La Fondazione Senior Italia ha deciso di dare il premio a Carletti “per il suo pronto spirito di solidarietà, per la sua dedizione nell’aiutare il prossimo, per la sua tenacia senza età, e per aver dimostrato, col suo esempio eccezionale di affettuoso altruismo, la sconfinata forza del grande cuore dei nonni”.

La storia del signor Carletti e di Jaffar arriva dalla Toscana. I due vivono a Montemignaio, in provincia di Arezzo e sono diventati inseparabili dall’anno scorso, quando Romano è venuto a conoscenza del fatto che Jaffar ogni mattina incontrava enormi difficoltà per arrivare a scuola.

Qualche mese fa Romano ha conosciuto la storia del bambino non vedente di origine macedone, impossibilitato a raggiungere la scuola, distante diversi chilometri, perché il servizio del pulmino del paese non dispone dell’accompagnamento per bambini disabili.

Il padre del piccolo Jaffar lavora tutto il giorno, la madre non ha la patente e il piccolo rischia di non andare a scuola. A questo punto interviene nonno Carletti. Romano sceglie di mettersi a disposizione della famiglia e si offre di accompagnare Jaffar a scuola.

E così ogni giorno Romano si presenta a casa di Jaffar alle 7.30 per accompagnarlo a scuola. Quasi 60 chilometri ogni giorno, che gli sono valsi il premio che il 2 ottobre andrà a ritirare a Palazzo Chigi.

Lui, Romano, proprio non se l’aspettava. “Quando mi hanno comunicato la notizia sono rimasto sconvolto, in fondo quello che ho fatto per me non era niente di speciale ma un atto dovuto, permettere ad un bambino con una grave disabilità di poter frequentare la scuola come tutti gli altri. Quando lo accompagnavo in classe il momento più bello era vedere Jaffar avvicinarsi ai compagni, toccare i loro visi e riconoscerli uno per uno, quel piccolo gesto mi ripagava di tutti i chilometri fatti”, ha spiegato Romano Carletti emozionando tutti.

“Mio figlio con disabilità lasciato solo in classe nelle ore di ginnastica. E ora escluso anche dalla gita”: la madre a TPI

632
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.