Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Non riesco a smettere di drogarmi ma sogno di non farlo più”, il racconto della ragazza indagata per lo stupro di Capodanno a Roma

Immagine di copertina

Vorrebbe smetterla di drogarsi, ma non riesce. Intorno a lei vede “tutti che si fanno” e le “viene voglia”. A raccontarlo a Repubblica è una delle ragazze che faceva parte del gruppo delle parioline al party di Capodanno organizzato a Primavalle, a Roma, dove è stata violentata da cinque ragazzi una ragazza di 16 anni, figlia di un diplomatico.

La giovane intervistata è indagata per quella notte dell’ultimo dell’anno che ha visto al centro droghe e violenze. La ragazza assume regolarmente Md, chetamina e coca. Di quel 31 dicembre a Primavalle ricorda l’amica dentro a un bagno e poi più nulla: “Le ho chiesto se era tutto a posto e lei mi ha detto di sì. Un’altra volta sono andata a vomitare e l’ho vista con un ragazzo fare sesso. Poi ho un vuoto perché stavo troppo male”, ha raccontato a Repubblica. Oggi non sente più quella ragazza, non le ha più risposto al telefono. Ha detto di essere dispiaciuta per lei. Ha raccontato di non frequentare nemmeno più la giovane che ha portato la droga quella sera, “la pugile”. Continua a vedere soltanto altre tre amiche: “Di quella notte non parliamo più, vogliamo dimenticarla”, ha spiegato. Non parteciperebbe nemmeno più a una serata “così folle”. Ha ripreso gli studi, ma non riesce proprio ad abbandonare la droga: “Quando mi faccio riesco a non pensare, poi l’effetto finisce e mi sento molto giù”. Ha raccontato di non voler pensare alla sua solitudine. Vorrebbe passare più tempo con sua madre “che lavora tanto e quando è a casa è stanca”. Ha specificato anche di non essere arrabbiata: “Lo so che si sacrifica per me”. Con lei però non riesce a confidarsi: non vuole deluderla o farla soffrire.

Per il futuro, ha raccontato a Repubblica, sogna di finire gli studi e di non drogarsi più. E ha concluso: “Vedo il mio corpo che non è più lo stesso, non ho fame come prima e il ciclo mestruale è sballato”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”