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“Era una baby sitter perfetta”: parla il datore di lavoro della 22enne che ha ucciso e sepolto i suoi due neonati

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Chiara Petrolini? “Era una baby-sitter perfetta”. Lo racconta al Corriere della Sera Enrico Castellani, padre di tre bambini assistiti dalla 22enne di Traversetolo, in provincia di Parma, che ha confessato di aver ucciso e sepolto nel giardino di casa due neonati appena partoriti.

Castellani, 55 anni, è un imprenditore veronese che si è trasferito a Traversetolo per lavoro. Ha due figli maschi e una femmina tra i 6 e i 12 anni. Per quasi due mesi, dallo scorso aprile a fine maggio, Chiara Petrolini ha fatto da baby sitter ai tre ogni giorno per due ore, al mattini presto: “Dalle 5.50 alle 8, quando li portava a scuola”.

“Era bravissima. I miei figli l’adoravano. Li seguiva, li portava a scuola, con loro si è comportata benissimo”, riferisce l’imprenditore. “Era sempre disponibile, anche per gli orari di lavoro”.  [LEGGI ANCHE: Neonati sepolti in giardino: chi è Chiara Petrolini, la madre 22enne indagata. Dall’attività in parrocchia alla vacanza a New York].

“La prima volta che l’ho vista – ricorda Castellani – le ho chiarito questo: guarda che sono tre bimbi, son tre piccole pesti, se si mettono insieme son capaci di distruggere”. Al che la 22enne avrebbe risposto tranquilla: “Guarda, vedrai, io ci so fare con i bimbi, mi piacciono”.

Anche il suo datore di lavoro – come tutte le altre persone che frequentavano la ragazza – non si era accorto della sua gravidanza.: “Non si vedeva che era incinta – dice – almeno io non ho visto nessun cambiamento”.

La figlia maggiore, che ha 12 anni, ha saputo della vicenda venuta a galla nelle ultime settimane: “Si è rattristata, non ci crede neanche lei”, riferisce il padre. “Quello di n9 anni sa qualcosa, ma a quell’età giocano, ascoltano, non ascoltano. Quella di 6 non sa niente, non le ho detto niente, non mi pareva il caso”.

“Ancora non riesco a capire come una ragazza così, per come l’ho conosciuta, possa aver fatto una cosa del genere”, osserva Castellani. “Non mi capacito, chissà cosa le è passato per la testa. Provo pena per lei. Vorrei non pensarci, ma è impossibile”.

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