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‘Ndrangheta, politica e affari in provincia di Varese: 34 arresti. Le cosche puntavano ai parcheggi collegati a Malpensa

Di Donato De Sena
Pubblicato il 4 Lug. 2019 alle 07:32 Aggiornato il 4 Lug. 2019 alle 09:54
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Immagine di copertina

‘Ndrangheta Varese Milano, politica e affari: 34 arresti | Le mani su Malpensa

‘NDRANGHETA VARESE MILANO – ‘Ndrangheta in Lombardia. Una nuova inchiesta svela contatti tra mondo della politica, degli affari e della criminalità organizzata nelle aree più ricche del Paese. In seguito a un’indagine coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Milano e condotta dai carabinieri del comando provinciale del capoluogo lombardo sono emerse dinamiche della locale di ‘ndrangheta di Legnano, in provincia di Milano, e Lonate Pozzolo, Varese.

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 34 persone (32 italiani, un marocchino e una romena) in varie province italiane.

‘Ndrangheta Varese Milano: al centro dell’inchiesta la cosca ‘locale’ di Legano-Lonate Pozzolo

Sono 400 i carabinieri impegnati nell’esecuzione dell’ordinanza, precisamente nelle province di Milano, Ancona, Aosta, Cosenza, Crotone, Firenze, Novara e Varese.

I destinatari del provvedimento, 27 in carcere e 7 ai domiciliari, sono ritenuti responsabili a vario titolo di: associazione di tipo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, estorsione, violenza privata, lesioni personali aggravate, minaccia, detenzione e porto abusivo di armi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (tutti reati aggravati perché commessi avvalendosi del metodo mafioso e allo scopo di agevolare le attività dell’associazione mafiosa), truffa aggravata ai danni dello Stato e intestazione fittizia di beni, accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

L’indagine è partita due anni fa, nell’aprile 2017, e ha documentato la capacità dell’associazione di infiltrarsi negli apparati istituzionali dell’area di Varese. Gli investigatori hanno inoltre accertato che dalla seconda metà del 2016 era in corso un processo di ridefinizione degli assetti organizzativi della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo, a seguito della scarcerazione di due boss in contrasto tra loro.

‘Ndrangheta Varese Milano: coinvolti anche un ex sindaco e un consigliere comunale

Per quanto riguarda i contatti politica-criminalità, l’indagine di Carabinieri e Dda di Milano avrebbe accertato un legame tra l’ex sindaco di Lonate Pozzolo, Danilo Rivolta, e alcuni esponenti del ‘locale’ di ‘ndrangheta. L’elezione di Rivolta sarebbe stata appoggiata da influenti famiglie calabresi che lo avrebbero aiutato in cambio di un assessorato alla nipote del boss Alfonso Murano, ucciso il 28 febbraio del 2006 a Ferno, sempre in provincia di Varese. Tra gli indagati anche un consigliere di Fratelli d’Italia e un perito che lavorava per la Procura di Busto Arsizio, Varese. Quest’ultimo avrebbe fatto da ‘talpa’ su alcune indagini.

L’indagine ha mosso i primi passi ad aprile 2017 in contemporanea rispetto alla scarcerazione di Vincenzo Rispoli, il capo della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Già prima di quel momento, dalla seconda metà del 2016, era in corso un processo di ridefinizione degli assetti organizzativi del ‘locale’ dovuti alla scarcerazione di esponenti di spicco. Ciò aveva creato tensioni interne che erano state risolte grazie all’intervento dello stesso Rispoli e di Giuseppe Spagnolo, al vertice della cosca Farao-Marincola che comanda nell’area di Cirò Marina, in provincia di Crotone, e in stretto contatto con quella di Legnano-Lonate.

Nel corso dell’indagine sono stati anche documentati alcuni incontri organizzati per decidere come risolvere le controversie e assegnare territori e competenze agli affiliati. Tra i temi discussi durante i summit della ‘ndrangheta, oltre alle questioni prettamente politiche, c’era anche la pianificazione dei business della cosca. I proventi erano investiti in parte nell’acquisto di ristoranti e di terreni per la costruzione di parcheggi collegati con navette a Malpensa, Varese.

‘Ndrangheta Varese Milano: il business dei parcheggi collegati all’aeroporto di Malpensa

Nel dettaglio le cosche puntavano sia sulla costruzione di parcheggi attorno all’aeroporto di Malpensa che a quella di nuove attività commerciali in aree nei comuni adiacenti. Il gip della procura di Milano ha disposto il sequestro di due parcheggi privati, denominati ‘Malpensa Car Parking’ e ‘Parking Volo Malpensa’, oltre a metà delle quote della società ‘Star Parkings’, che non si trovano nell’area aeroportuale. In totale il decreto ha consentito di sequestrare beni per un valore complessivo di 2 milioni di euro.

Proprio ieri è stato inferto un altro colpo alla Ndrangheta attiva a Roma. Nella Capitale è scattato un maxi sequestro da parte dei poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura, per un valore complessivo di oltre 120 milioni di euro nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata calabrese radicata a Roma e provincia già dagli anni ’80.

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