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Napoli-Eintracht: è guerriglia in città. Sassi contro i bus dei tedeschi, bruciata un’auto della polizia

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Napoli-Eintracht: è guerriglia in città. Sassi contro i bus dei tedeschi, bruciata un’auto della polizia

Vetrine rotte, un’auto della polizia in fiamme e un agente ferito. È il bilancio provvisorio degli scontri a Napoli per la partita di Champions League con l’Eintracht Francoforte.

Sono circa 600 i tifosi della squadra tedesca giunti in città al termine di una disputa con le autorità italiane, che hanno tentato di impedire la trasferta dopo gli scontri visti durante la partita di andata (vinta per 2-0 dalla squadra allenata da Luciano Spalletti).

Alla fine, il Tar ha deciso di limitare il divieto alla vendita dei biglietti ai soli residenti di Francoforte. Un divieto comunque definito “intollerabile” dal presidente dell’Uefa Aleksandr Ceferin, che si è unito alle proteste del club della Bundesliga.

Ad accogliere i tifosi tedeschi, arrivati ieri sera e scortati in un albergo sul lungomare, c’erano ben 800 uomini delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di impedire qualsiasi contatto tra le due tifoserie e un’eventuale “caccia all’uomo” da parte degli ultras azzurri.

Intorno alle 16.30 alcuni tifosi napoletani hanno accerchiato e lanciato sassi verso gli ospiti, scortati dalle forze dell’ordine. Negli scontri in Via Calata Trinità Maggiore sono state date alle fiamme alcune vetture, tra cui un’auto della polizia. I bus usati per riportare i tifosi verso l’albergo sono stati poi bersagliati da sputi e sassi, mandando in frantumi i vetri.

Tra gli agenti diversi hanno riportato contusioni e uno è stato portato in pronto soccorso per lesioni più serie: è considerato fuori pericolo. Al termine degli scontri è stata anche trovata a terra una pistola. L’arma, recuperata da un agente in borghese, sarebbe appartenuta alle forze dell’ordine.

“Le scene di devastazione del centro storico della città sono inaccettabili”, ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha detto di aver ricevuto in comune l’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Ebling, “per condannare insieme gli atti di violenza e ribadire il forte legame tra Napoli e la Germania”. Manfredi ha condannato fermamente “gli atti inqualificabili di chi si è reso protagonista di questa violenza, da qualsiasi parte sia giunta. Napoli e i napoletani non meritano di subire i gravi danni materiali, morali e di immagine che questa follia ha determinato”.

Nel primo pomeriggio Manfredi aveva auspicato che la situazione potesse essere gestita “senza danni alla città”, dopo alcuni incidenti avvenuti ieri, all’arrivo dei tifosi dell’Eintracht.

Anche le autorità sanitarie hanno espresso preoccupazione per la trasferta dei sostenitori dell’Eintracht. In una lettera ai direttori dei pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, del Pellegrini e del San Paolo, l’Asl Napoli1 ha chiesto oggi “di allertare il pronto soccorso integrando il personale e predisponendo ogni utile ulteriore disposizione organizzativa necessaria a garantire le prestazioni sanitarie di urgenza nel caso di un eventuale numero di accessi straordinario di pazienti”.

Il caos scoppiato nella città partenopea ha spinto Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi/Sinistra italiana a chiedere che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, riferisca “presto” alla Camera. “C’è una città sotto assedio” ha detto il leader dei Verdi Francesco Borrelli, che ha parlato di una “situazione annunciata”. Fonti della Lega hanno invece difeso il titolare del Viminale:”Che sia il governo tedesco a pagare i danni. Aveva ragione il ministro Piantedosi a chiedere di vietare la trasferta a questi teppisti”.

 

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