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Napoli, al pronto soccorso i medici si dimettono in massa: “Così non si possono assistere i pazienti”

Immagine di copertina
Credit: ANSA/CESARE ABBATE

Napoli, al pronto soccorso i medici si dimettono in massa: “Così non si possono assistere i pazienti”

Un pronto soccorso in condizioni precarie, con malati costretti ad aspettare per ore sulle barelle senza il rispetto del distanziamento. Una situazione di grave sovraffollamento che ha spinto 25 medici del Cardarelli di Napoli a protocollare una lettera di preavviso di dimissioni, per l’impossibilità di svolgere il proprio lavoro e “dare una assistenza adeguata e dignitosa ai pazienti”

La clamorosa protesta, promossa dalla Funzione Pubblica Cgil di Napoli, è stata annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa e confermata dalla direzione generale dello stesso ospedale Cardarelli.

“Nonostante i tanti segni premonitori di una tempesta perfetta e il grido di allarme lanciato da anni dalla Fp Cgil”, ha dichiarato la sigla, “il paventato collasso della emergenza sanitaria in Campania sta avvenendo con la negazione del diritto alla cura in emergenza”. Da giorni, sostengono i medici, i  sono più di 170 i pazienti in attesa nell’area critica di emergenza, che comprende pronto soccorso, triage e osservazione breve intensiva.

“La presenza di 172 pazienti in pronto soccorso, che sono pari ad un numero di posti di un ospedale di media grandezza, con un numero ridotto di personale rispetto al reale fabbisogno e al carico di lavoro, determina una incapacità oggettiva di garantire sicurezza con gravi difficoltà assistenziali”, hanno affermato i promotori della protesta, che hanno parlato di una situazione che “dovrebbe interrogare le coscienze di tutti”, attribuita a cause esterne e organizzative interne all’azienda. “I diritti o sono universali oppure non lo sono diventando privilegi”, hanno aggiunto durante la conferenza stampa, richiamando Gino Strada.

Tra i motivi del sovraffollamento, secondo quanto riporta Il Mattino, anche il perdurare dell’occupazione di posti letto da parte di pazienti positivi al coronavirus e affetti anche da diverse patologie.

In una nota, l’ospedale ha risposto di aver “attivato ogni possibile provvedimento atto a decongestionare il dipartimento emergenza e accettazione e ripristinare in tempi brevi la normale attività”. “Ci siamo attivati sia nei riguardi della nostra organizzazione interna, con l’obiettivo di rendere possibile il maggior numero di trasferimenti dal pronto soccorso ai vari reparti, sia di concerto con la rete dell’emergenza territoriale 118 per favorire il trasferimento di pazienti verso altre strutture del territorio”, ha spiegato il direttore generale Giuseppe Longo, che ha ringraziato tutto il personale su cui grava un “enorme lavoro”.

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