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Civitanova Marche, la moglie di Alika: “Voglio guardare negli occhi chi ha ucciso mio marito”

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Vendeva accendini e fazzoletti a Civitanova Marche. Anche ieri, quando è stato ucciso, Alika Ogorchukwu era nel centro della città, a Corso Umberto, con il borsone pieno degli oggetti che avrebbe venduto. “Voglio guardare quell’uomo negli occhi e chiedergli perché l’ha fatto. Perché ha ucciso mio marito”, dice Charity Oriachi, come si legge su Repubblica. Lei è la moglie di Alika, ha 35 anni ed è disperata. Si chiede come farà e cosa dirà a Emmanuel, il loro bambino di 8 anni.

Oriachi ha raccontato che ieri mattina, 29 luglio, il marito è uscito di casa con la bicicletta per raggiungere la stazione, come faceva sempre. Poi ha preso il treno e da San Severino è andato a Civitanova Marche dove faceva l’ambulante. È stato un amico a chiamare la donna e a dirle “Corri, corri, hanno ucciso Alika”. Lei è andata subito a Corso Umberto, nella città a 50 chilometri dalla sua e lì ha visto il marito per terra, morto. Erano sposati da quasi dieci anni, si erano conosciuti in Italia dove lei è arrivata soltanto dopo. E qui è nato Emmanuel che oggi ha otto anni.

“Alika non aveva girato molto per l’Italia. Una volta arrivato dalla Nigeria, era venuto subito dalle nostre parti e aveva ottenuto il permesso di soggiorno come lavoratore del commercio ambulante”, ha spiegato l’avvocato Francesco Mantella, come riportato da Repubblica. Ha raccontato di aver visto la vittima soltanto l’altroieri per dirgli che gli avrebbero rinnovato il permesso di soggiorno.

Dal febbraio 2021, Alika usava una stampella. Era stato investito da un uomo ubriaco mentre con la sua bici stava tornando a casa. Le lesioni riportate a un polpaccio sinistro l’avevano costretto a usare un sostegno per camminare. L’uomo che l’ha ucciso, un campano di 32 anni, ha usato proprio quel bastone per colpirlo a morte.

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