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La protesta dei medici specializzandi: “Saremmo utili contro il Covid-19, ma restiamo in sospeso”

Il Presidente OMCeO Roberto Carlo Rossi di Milano: “Lo stallo delle scuole di specializzazione, soprattutto nel difficile periodo pandemico, è un grave problema: intervengano Conte e Mattarella"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 7 Dic. 2020 alle 12:32
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Immagine di copertina
Proteste medici specializzandi Credits: ANSA

Nonostante il maltempo, è in corso all’Arco della Pace di Milano il flash-mob organizzato dagli specializzandi in medicina per richiamare l’attenzione sul problema dello stallo delle scuole di specializzazione, soprattutto nel difficile periodo pandemico.

Con loro stanno manifestando alcuni rappresentanti dell’OMCeO (Ordine professionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) di Milano, il cui presidente Roberto Carlo Rossi afferma: “Questi medici, di cui, nell’attuale battaglia contro il Covid-19, si avrebbe un gran bisogno, vivono invece in un limbo senza tempo e senza spazio e per loro si può senz’altro parlare di ‘vite professionali sospese’ poiché essi non possono iniziare il loro percorso di specialisti e non sanno in che sede saranno destinati, con gravi nocumenti di carattere economico, familiare e personale”.

Il presidente di OMCeO Milano Roberto Carlo Rossi
ANSA / MATTEO BAZZI

“Già lo scorso 8 ottobre l’Ordine ha scritto al Ministero dell’Università e della Ricerca affinché sbloccasse le graduatorie per le scuole di specialità, ferme da parecchio tempo a causa di alcuni ricorsi. È sconcertante, ma debbo riferire che nessuna risposta è pervenuta dal Governo – sottolinea Rossi – Anzi, sappiamo inoltre che le assegnazioni definitive degli studenti alle sedi geografiche di destinazione, in cui dovranno frequentare, inizialmente previste per il 12 ottobre, sono state rimandate numerose volte. L’ultimo rinvio risale al 3 dicembre 2020 e ha lasciato tutti sbigottiti a causa dell’ennesima posticipazione, ma soprattutto dall’assenza di una nuova data di assegnazione”.

“I giovani colleghi e le loro famiglie, vivono una situazione a dir poco frustrante e logorante”, commenta ancora Rossi, che conclude: “Ma come si fa a lasciare così in sospeso dei professionisti? Perché dal Ministero non arriva nessuna risposta? Si tratta di una situazione indegna in un Paese civile. Chiediamo perciò al Capo del Governo e al Capo dello Stato di intervenire immediatamente per sanare questa falla, poiché la misura è ormai colma”.

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