Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:27
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Giuseppe Di Matteo ucciso e sciolto nell’acido a 12 anni, Matteo Messina Denaro ai giudici: “Non fui io a dare l’ordine”

Immagine di copertina

A dare l’ordine di uccidere il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un pentito poi sciolto nell’acido, fu Giovanni Brusca: nelle risposte al gip Alfredo Montalto, Matteo Messina Denaro nega di aver chiesto l’omicidio del bimbo tenuto in ostaggio per indurre Santino Di Matteo – diventato collaboratore di giustizia – a ritrattare alcune sue rivelazioni fatte ai magistrati.

Giuseppe fu rapito a 13 anni per volere del capomafia nel maneggio di Villabate il 23 novembre 1933 e portato in diversi covi tra Palermo, Trapani e Agrigento, prima che si compisse il suo atroce destino. Incappucciato e chiuso nel bagagliaio di un’auto, ha subito violenze di ogni tipo durante la sua prigionia, durata oltre due anni: l’11 gennaio 1996 poi fu Giovanni Brusca – ha raccontato il boss di Campobello di Mazara – ad ordinare l’uccisione per strangolamento. Da quel crimine, Matteo Messina Denaro ha preso le distanze.

Con le sue testimonianze, il Santino ha permesso una ricostruzione accurata della pianificazione della strage di Capaci, nella quale perse la vita il giudice Giovanni Falcone. Oggi lavora in una comunità di accoglienza per tossicodipendenti, disoccupati, senzacasa e immigrati, e rinnega il suo passato: “Rifarei tutto quello che ho fatto, è stata la scelta giusta: contribuire ad accertare la verità, per ottenere giustizia. Quando i magistrati mi chiamano nei processi, vado subito”.

Intanto il capomafia prosegue le cure in carcere per il tumore al colon che lo affligge: preso in carico dal professor Luciano Mutti, ha completato il ciclo di chemioterapia, e ha iniziato ad assumere altri farmaci. Nei giorni scorsi è stato trasferito anche nell’Ospedale de L’Aquila per effettuare una tac e un elettrocardiogramma.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Cronaca / Garlasco, per la Procura Stasi non era sulla scena del delitto. E spuntano gli audio citati da Bruzzone
Cronaca / Oltre il visibile: il gemello digitale di San Pietro
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / RFI (Gruppo Fs): avanzano i lavori del passante AV di Firenze
Cronaca / Spuntano i primi nomi dei calciatori nelle carte dell’inchiesta sulle escort a Milano
Cronaca / Madre si getta dal balcone insieme ai tre figli a Catanzaro: muore con i due bambini, la terza è grave
Cronaca / Il naufragio del Lago Maggiore: le rivelazioni del Mossad sulla morte degli 007 italiani e israeliani cambiano tutto