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“Africani di m**rda, non avete diritto a stare qua”: a Marsala violentissimi raid a sfondo razziale contro stranieri

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 1 Ott. 2020 alle 14:51 Aggiornato il 1 Ott. 2020 alle 16:38
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Immagine di copertina

“Siete africani di merda… non dovete più parlare perché siete di colore… noi vi ammazziamo. Qui non avete il diritto di stare…”. Raid violentissimi in cui il branco sceglieva degli extracomunitari e li picchiava con estrema violenza: accadeva nel centro storico di Marsala, in provincia di Trapani, dove gli inquirenti hanno verificato che il branco agiva nei weekend, cacciando persone straniere da aggredire e picchiare. Tre le persone arrestate dagli agenti del commissariato, coadiuvati dai colleghi della Digos della Questura di Trapani e del reparto prevenzione crimine di Palermo, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura.

Secondo quanto appurato dagli investigatori, gli aggressori agivano “con veemenza e ferocia”, “senza alcun timore sulle possibili conseguenze penali e accecati da una rabbia bestiale, immotivata”. Non solo pugni, calci e ginocchiate, ma anche colpi sferrati con sedie in legno, tavolini, bottiglie di vetro e suppellettili varie.

La rabbia era aggravata da un odio razziale immotivato, tanto che i raid erano delle vere e proprie “spedizioni punitive” in cui si davano botte e si minacciava il malcapitato di allontanarsi da Marsala. Le indagini hanno permesso di verificare che il “gruppo criminale si muovesse come una sorta di commando che, avvalendosi anche della forza intimidatrice determinata dal cospicuo numero di aderenti, molti dei quali ormai ampiamente noti come persone violente, agiva come una vera e propria squadra punitiva contro chiunque si fosse opposto ai loro commenti, frasi denigratorie o alla loro volontà. Il tutto aggravato dalle ripugnanti e odiose frasi dall’evidente sfondo razziale proferite nei confronti degli immigrati presi di mira”. In un episodio il branco si è scagliato anche contro il titolare di un esercizio commerciale la cui colpa era stata quella di tentare di sottrarre il malcapitato dalla “cieca violenza” del gruppo.

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