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Furto di magliette alla Rinascente di Milano: Marco Carta assolto

Per il giudice la ricostruzione della difesa è valida. Il movente dichiarato dall'amica del cantante consisteva nel volere fare un regalo di compleanno a sorpresa. Carta aveva da poco compiuto gli anni

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Nov. 2019 alle 16:40
Immagine di copertina
Marco Carta. Credit: Instagram

Furto alla Rinascente: Marco Carta assolto (c’entra il suo compleanno)

Marco Carta è stato assolto per il furto delle magliette alla Rinascente per il quale il cantante era stato arrestato il 31 maggio scorso.

Quel giorno Marco Carta era stato fermato insieme ad un’amica all’uscita dallo store in centro a Milano con l’accusa di avere rubato 6 magliette per un valore di 1200 euro.

La prova che il cantante abbia concorso nel furto delle magliette per il giudice Stefano Caramellino è “insufficiente e contraddittoria”. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 31 ottobre nel processo abbreviato il magistrato ha assolto “per non avere commesso il fatto” Marco Carta.

Secondo Caramellino “l’ipotesi ricostruttiva alternativa” della difesa invece “è confortata da elementi di conferma”.

“Il movente dichiarato da Fabiana Muscas, consistente nel volere fare un regalo di compleanno a sorpresa a Marco Carta – scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza -, corrisponde a una eventualità non certo remota né congetturale, bensì oggettivamente riscontrata nel caso concreto, poiché coerente con l’effettiva data di compleanno di Marco Carta, dieci giorni prima del fatto”.

Il cantante aveva compiuto 34 anni dieci giorni prima del fatto, il 21 maggio.

Il giudice commenta anche la testimonianza rilasciata dal vigilante della Rinascente il quale aveva riferito alla polizia locale che il cantante e l’amica Muscas avevano ammesso il furto.

“La coppia uscita su pubblica via veniva invitata a rientrare all’interno del negozio – è quanto scritto nel verbale di sommarie informazioni rilasciato dal vigilante -. Il duo acconsentiva e una volta rientrato ammetteva il furto facendo vedere il contenuto della borsa, dalla quale si scorgevano le maglie ancora trafugate”.

Il giudice Caramellino ha considerato le dichiarazioni del vigilante “gravemente inattendibili” perché “descrivono fatti materiali incompatibili con quanto obiettivamente emerso dalle registrazioni video”.

Il giudice dichiara che “è in sostanza ragionevole ammettere che gli autori del verbale di sommarie informazioni formato nell’immediatezza del fatto abbiano costantemente avuto, nel corso dell’intera redazione del verbale, un imperfetto controllo”. Una spiegazione “razionale” e che “corrisponde a una eventualità non certo remota né congetturale, bensì oggettivamente riscontrata sul piano logico […] perché coerente con la relativa rapidità con cui tale verbale è stato formato” – vale a dire dalle 21.15 alle 23 – e “al termine di una giornata di lavoro piuttosto pesante, per l’eccezionale afflusso di consumatori in occasione del “venerdì nero””.