Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Mancano 17mila camionisti: apriamo agli stranieri, gli italiani non vogliono guidare i tir”

Immagine di copertina
Credit: ansa foto

Dopo la sanatoria per braccianti e badanti (che per l’enorme impegno burocratico e i numeri è da considerarsi un flop), potrebbe arrivare un decreto ad hoc per i camionisti. In Italia ce ne sono sempre meno e attualmente il settore della logistica ha bisogno di 17mila persone da impiegare per il trasporto su gomma.

A fare i conti è il “Il Sole 24ore” che lancia la proposta di Anita, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto. “Sempre meno giovani italiani vogliono mettersi al volante di un Tir. E allora perché non provarci con chi arriva dall’estero e cerca un lavoro nel nostro Paese”. L’idea è dedicare una quota agli autisti nel decreto flussi.

Il Sole24Ore riporta il rapporto del sindacato tedesco Dsly: 30mila autisti ogni anno lasciano la professione, mentre solo 2mila operatori ottengono, sempre ogni anno, una qualifica professionale da conducenti di veicoli pesanti. Così in Germania, ma in Italia la dinamica è simile. E dunque la proposta di Anita. “Inizialmente il trasporto merci è stato escluso dal decreto flussi. Poi è stato ammesso, ma assieme ad altri settori – spiega il presidente di Anita, Thomas Baumgartner-. Tuttavia il contingente per la logistica è stato subito esaurito dagli altri settori. Noi chiediamo una quota riservata esclusivamente per i conducenti dei mezzi pesanti”.

Nel frattempo la Regione Lombardia ha lanciato il programma Formare per Assumere, con uno stanziamento di cinque milioni di euro per contributi alla formazione e all’assunzione di lavoratori specializzati. Tra questi sono compresi gli autisti di veicoli industriali, che ottengono un contributo professionale per la Carta di qualificazione.

“La mancanza di autisti italiani, come di personale tecnico specializzato, ha spinto la Fai in questi anni a promuovere a Bruxelles e in Italia politiche pubbliche per fronteggiare il costo alto dei percorsi formativi”, commenta Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto. “Siamo contenti che il presidente Fontana e l’assessore Rizzoli hanno sposato la nostra proposta, che porterà nuova occupazione giovanile in un settore fondamentale come quello dei trasporti e della logistica. Un ringraziamento speciale per la presidente della Commissione Trasporti Claudia Carzeri, che si è impegnata a seguire le nostre proposte nel corso dell’attività legislativa. Chiederemo a tutte le Regioni di assicurare le medesime condizioni per l’autotrasporto dalla Lombardia”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”