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La madre della neonata pestata dal compagno ci ripensa: “Non lo perdono”

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Sara e Federico Zeoli

Sara cambia idea. Prima aveva difeso il compagno affermando di non volerlo abbandonare, ora, forse per timore di vedersi portare via le figlie, ritratta

La madre della neonata pestata ritratta sul compagno – “Non lo perdonerò mai, deve pagare”. Sara fa marcia indietro e cambia idea. La madre della neonata pestata dal compagno il 14 febbraio scorso a Genzano, alle porte di Roma, cambia versione e ripudia l’uomo che ha quasi ridotto in fin di vita la figlia di 22 mesi, dopo aver dichiarato che non lo avrebbe abbandonato.

Intanto, però, da quando la sua piccola è stata massacrata di botte, non è mai andata a trovarla in quella stanza del reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, dove la piccola è ricoverata ormai da tre giorni.

LEGGI ANCHE: Madre difende il compagno che ha pestato la figlia: “È la mia vita. Sta male, non lo abbandono”

La bimba di appena 22 mesi è completamente sola. I nonni paterni sono stati allontanati dall’ospedale. Il figlio, pregiudicato, a detta della madre pare essere un uomo particolarmente violento, tanto che la stessa Sara, all’indomani del feroce episodio di violenza del compagno, aveva affermato di aver più paura del suo ex.

Dall’ospedale romano, i medici hanno comunicato che le condizioni di salute della piccola stanno migliorando. La neonata è stata estubata, respira da sola, ma resta in prognosi riservata. Continuano fitte le indagini della polizia del commissariato di Genzano e della squadra mobile. L’obiettivo è capire se quello del 14 febbraio è stato un episodio isolato o se il 25enne Federico Zeoli altre volte ha usato la violenza contro la bimba, la gemellina e l’altra sorellina.

I medici, infatti, oltre alle ecchimosi, ai morsi e ai graffi lasciati sul corpo della piccola dal compagno della madre hanno riscontrato anche dei segni di violenza non recenti.

Sara, intanto, continua a ripetere disperata di non saper nulla delle figlie, ora nelle mani degli assistenti sociali: “Non mi dicono niente, gli assistenti sociali me le hanno portate via, senza di loro non so vivere”.

“Federico? Mia figlia, era verde di lividi. E lui ha finto di essere quello che non era, l’ha menata di brutto, una persona deve voler bene prima alle mie figlie e poi a me”, afferma straziata la mamma della neonata pestata, ritrattando quanto affermato in precedenza.

Federico Zeoli avrebbe picchiato la bambina brutalmente in assenza della madre. Le manette sono scattate immediatamente e ora l’uomo dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. A scatenare la furia dell’uomo, come confessato da lui stesso, sarebbe stato il pianto ininterrotto della piccola: “È stato un raptus”, ha detto lui per giustificare quella violenza.

LEGGI ANCHE: Neonata pestata brutalmente dal compagno della madre: “Piangeva troppo, è stato un raptus”

“So cosa penseranno tutti di me, ma lui è la mia vita”. Queste le parole pronunciate dalla madre della bambina, all’indomani del terribile episodio di violenza.

“Lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. So cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita, è giusto che si trovi in carcere e paghi ma devono aiutarlo, perché è malato e non vuole prendere le medicine, e io comunque non lo abbandono”, ha riferito la donna ai giornalisti, prima di ripensarci, forse per timore di non rivedere più le sue tre bambine.

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