“Linee guida per l’esorcismo”, un vademecum spiega come riconoscere il demonio

Di Anna Ditta
Pubblicato il 18 Lug. 2020 alle 15:11
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Il tema dell’esorcismo e del demonio è al centro di un vademecum intitolato “Linee guida per il ministero dell’esorcismo – alla luce del rituale vigente” e realizzato dall’Aie, l’Associazione internazionale esorcisti. Il testo, pubblicato inizialmente in forma riservata per i membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti, è ora disponibile in un volume pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova (EMP), contiene una panoramica generale sul tema dell’esorcismo e dell’azione diabolica nella nostra storia.

Nel libro viene spiegato come “riconoscere una possessione, una ossessione o una vessazione diabolica, i segni evidenti e i segni probabili, come procedere in caso di simulazione, le preghiere di liberazione e quelle di guarigione, cosa sono il maleficio e la superstizione”, spiega l’Agi. Pur non essendo un documento magisteriale, il libro è stato esaminato e corretto dai Dicasteri competenti della Santa Sede. Al suo interno è spiegato quali comportamenti possono diventare causa occasionale per l’azione straordinaria del maligno, come operare discernimento dei segni dell’azione del demonio e infine viene spiegato il rito dell’esorcismo, di esclusiva competenza del sacerdote esorcista.

Il libro aiuterà “i sacerdoti esorcisti, membri dell’Aie, a evitare, nell’esercizio del loro munus, prassi o metodi non corrispondenti alle norme con le quali la Chiesa regola il ministero dell’esorcistato”, scrive il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Papa Francesco per la diocesi di Roma. Il ruolo dell’esorcista non può ridursi a “quello di ‘distributore di benedizioni’. Al contrario, “il contesto di secolarizzazione e di neo paganesimo, l’annacquamento o la perdita della fede, il relativismo e la generale confusione lo deve spingere a curare maggiormente la vita spirituale dei suoi pazienti per farsi veramente prossimo di chi assiste”.

“L’esorcista, infatti, non può procedere a proprio arbitrio, dal momento che opera nel quadro di una missione ufficiale che lo rende in qualche modo rappresentante di Cristo e della Chiesa”, sottolinea. “Nello svolgimento del suo ministero egli deve perciò conoscere, intendere e attenersi alle norme stabilite dall’Autorità ecclesiastica, che comprendono certamente ciò che riguarda la corretta celebrazione del sacramentale dell’esorcismo, ma insieme regolano assai più che la sola azione liturgica, come molto opportunamente le Linee Guida continuamente evidenziano e richiamano”.

Il cardinale De Donatis rileva che in alcuni ambienti culturali, continua “un perentorio descrivere l’esorcismo cattolico come fosse una realtà scabrosa, violenta, oscura quasi quanto la pratica della magia, alla quale lo si vuole contrapporre, ma, in ultima istanza, finendo per metterlo sullo stesso piano delle pratiche occulte”. In realtà, “noi esorcisti cattolici sappiamo bene che le cose stanno assai diversamente. L’esorcismo – sottolinea – non è frutto di un sapere esoterico; al contrario, corrisponde pienamente al ‘dettato’ dell’autentica tradizione. Quando viene messo in atto in situazioni di reale possessione diabolica e secondo le norme stabilite dalla Chiesa – ispirate alla fede genuina e alla necessaria prudenza – manifesta il suo carattere salvifico, positivo, connotato da una viva esperienza di purezza, di luce e di pace”.

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