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“Gli insegnanti ci trasmettono ansia e stress”: perché sempre più studenti abbandonano il liceo Berchet di Milano

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Agli insegnanti chiedono maggiore sensibilità e attenzione, si sentono sotto stress e agitati e per questo motivo in molti hanno lasciato la scuola: gli studenti del liceo classico Berchet di Milano hanno realizzato un sondaggio secondo il quale oltre la metà dei partecipanti soffre di stress e ansia, il 53 per cento sente una forte pressione da parte degli insegnanti e il 57 per cento non riesce ad essere sereno durante le prove orali e scritte.

Un clima che ha portato 56 ragazzi e ragazze a lasciare la scuola da settembre ad oggi: di questi, alcuni hanno scelto un altro tipo di istituto, mentre altri si sono ritirati del tutto. “Il numero dei trasferimenti è sempre stato abbastanza elevato, ma rispetto ai circa 50 dello scorso anno c’è un leggero aumento. Ci sono delle fragilità che stiamo già tentando di affrontare”, spiega il preside del liceo Domenico Guglielmo. I risultati del sondaggio, che hanno un riscontro oggettivo nell’emorragia di giovani dall’istituto, verranno presto discussi con gli insegnanti “per capire come affrontare una situazione di disagio che evidentemente provoca malessere negli studenti”.

I vertici scolastici erano già a conoscenza dell’emergenza: tra le priorità inserite nel Rapporto di autovalutazione del triennio 2022/2025 c’è infatti anche quella di “confermare i dati relativi ai promossi a settembre e diminuire i trasferimenti in uscita soprattutto nel biennio”. “Ci sono delle difficoltà – sottolinea Guglielmo – per la maggior parte provocate dagli anni di Covid, dal periodo trascorso a casa e dalla didattica a distanza. Stiamo cercando di affrontarle con un supporto maggiore di tipo didattico: abbiamo attivato già dall’inizio dell’anno corsi integrativi di italiano e matematica, per rafforzare le basi degli allievi, prevediamo la possibilità di tutoraggio tra pari, quindi con studenti più grandi che affiancano i più piccoli, e, da quest’anno, lo studio assistito con la presenza di un docente”.

L’obiettivo è “cercare di rafforzare la fiducia dei ragazzi in loro stessi”, è previsto anche che venga messo a disposizione il supporto “di una psicologa presente da tempo a scuola e di un’altra disponibile grazie alle risorse arrivate per far pronte alle conseguenze della pandemia e confermate”. Biancamaria Strano, rappresentante d’istituto, mostra cenni di apertura: “È importante iniziare un percorso per aprire un dialogo con tutti gli insegnanti. L’obiettivo non è denigrare la scuola, ma far emergere ciò che non funziona e far sì che le cose cambino”.

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