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Libia, la Ong Sea Eye soccorre 60 migranti in acque internazionali

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 3 Apr. 2019 alle 16:28 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:40
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Immagine di copertina
Credit: ANGELOS TZORTZINIS/AFP

Nel pomeriggio del 3 aprile 2019 la nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye ha salvato più di 60 persone in acque internazionali al largo delle coste tunisine di Zuara.

La segnalazione è arrivata all’imbarcazione umanitaria da Watch The Med – Alarmphone, che raccoglie i messaggi di aiuto inviati dalle imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo.

“Nave battente bandiera tedesca, Ong tedesca, armatore tedesco e capitano di Amburgo. È intervenuta in acque libiche e chiede un porto sicuro. Bene, vada ad Amburgo”, ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando la notizia.

Solo alcuni giorni fa Alarmphone aveva comunicato che un barcone con a bordo 51 persone aveva lanciato un Sos.

Il sistema di soccorso non aveva però ricevuto risposta dalla Guardia costiera libica, il cui telefono suonava a vuoto, e non ha ottenuto aiuto neanche dalle autorità italiane, che si sono limitate a fornire un secondo numero dei libici.

Dell’imbarcazione non si sono più avute notizie, dopo che già un altro barcone con a bordo 41 migranti era sparito nel Mediterraneo.

Il 27 marzo intanto la Ong Sea Eye aveva annunciato di essere tornata in mare per cercare il gommone disperso e soccorrere le imbarcazioni di migranti che lasciano le coste della Libia nel tentativo di raggiungere l’Europa.

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