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La pallavolista Lara Lugli senza stipendio e citata dal club per danni perché incinta: “Persi punti e sponsor”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Mar. 2021 alle 17:30
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Immagine di copertina

Lara Lugli: la pallavolista resta senza stipendio perché incinta

È rimasta senza stipendio ed è stata anche citata per danni dalla società per la quale giocava perché incinta: è l’incredibile vicenda che vede protagonista, suo malgrado, la pallavolista Lara Lugli.

A denunciare l’accaduto è stata la stessa sportiva, la quale ha raccontato di aver presentato un’ingiunzione di pagamento contro la sua ex società, la Volley Pordenone, ora rinominata Maniago Pordenone, chiedendo che le venisse pagata l’ultima mensilità del suo stipendio prima dell’interruzione del contratto, causa maternità.

Non solo la richiesta è stata respinta, ma la società, come detto, ha citato per danni la pallavolista 41enne perché avrebbe violato il contratto firmato nella stagione 2018-2019, quando la donna aveva quindi 39 anni, “vendendo prima la sua esperienza con un ingaggio sproporzionato e nascondendo poi la sua volontà di essere madre. Una scelta che ha portato la squadra a doversi privare di lei a stagione in corso, perdendo di conseguenza molti punti sul campo e infine anche lo sponsor”.

Sono questi i motivi esposti dal presidente della società, Franco Rossato, che ha anche giustificato il mancato pagamento con la crisi economica del settore causata dalla pandemia.

La pallavolista, inoltre, proprio quell’anno aveva vissuto il dramma di un aborto e ora è decisa più che mai a far valere le proprie ragioni.

“I rapporti con la società erano buoni, loro sapevano anche della mia gravidanza precedente e dell’aborto. Nonostante le continue richieste del mio avvocato e la conseguente ingiunzione, nessuno mi ha chiesto di tornare a giocare – ha dichiarato Lara Lugli – La citazione per danni mi ha ferito profondamente, in merito a una vicenda oltretutto strettamente personale”.

Una versione confermata dal presidente Rossato, il quale ha dichiarato che la pallavolista non era stata richiamata in squadra per rispetto della sua condizione psicologica successiva all’aborto, aggiungendo anche che in quella stagione, a causa dell’assenza della Lugli, la squadra aveva perso punti in classifica e sponsor.

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