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Jesolo, 38enne tunisino massacrato di botte: è in fin di vita. “Se l’è cercata”

Immagine di copertina

Tre giovani incensurati di Jesolo sono stati denunciati dai Carabinieri per lesioni personali gravissime. I tre sono accusati di una violenta aggressione subita l’altra notte nelle cittadina balneare da un 38enne tunisino, che a causa delle lesioni riportate è ricoverato in terapia intensiva, all’ospedale di Mestre. L’accusa loro contestata potrebbe variare in base alle condizioni cliniche del ferito, che i sanitari ritengono in pericolo di vita. L’indagine è stata portata a termine dai militari del  Comando Stazione di Jesolo, in collaborazione con u colleghi del Nucleo operativo della Compagnia di San Donà di Piave (Venezia). Gli elementi a carico degli aggressori si basano sull’analisi dei sistemi di video sorveglianza e sulle dichiarazioni rese dai testimoni, che hanno consentito la rapida identificazione dei presunti autori del pestaggio. Anche gli indagati presentavano i postumi del parapiglia: uno di loro ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro e alla mano sinistra, un altro alcune escoriazioni al viso ed il terzo una frattura ad un dito della mano destra.

I fatti

Tutto è avvenuto intorno alle 4 di notte, tra giovedì 2 e venerdì 3 luglio. L’uomo, visibilmente ubriaco, a torso nudo, passando davanti a un bar di Jesolo ancora aperto ha preso di mira gli avventori sui tavolini, con insulti, minacce, e anche lanciando una bottiglietta in vetro che però non ha raggiunto nessuno. Molestie e provocazioni sarebbero durate qualche minuto, fino a che dai tavoli si è alzato un gruppetto di 4-5 giovani che, raggiunto il tunisino, lo hanno massacrato di botte. Dai video delle telecamere di videosorveglianza si vede l’uomo disteso a terra. È immobile, ma gli aggressori non si placano. Si avvicinano, lo colpiscono con forza, poi si allontanano. In pochi secondi si voltano e tornano alla carica, non si fermano. In sottofondo le urla del pestaggio: ogni calcio un grido. E il commento di chi si trova vicino a chi riprende con il telefono: “Madonna se gli hanno dato…”.

Sui social si moltiplicano i commenti di odio di chi scrive “se l’è cercata” o “hanno fatto bene”. La brutalità dell’aggressione è stata tale che il 38enne ora si trova tra la vita e la morte all’ospedale all’Angelo di Mestre. I tre ragazzi sono poi fuggiti. Nel frattempo era giunto l’allarme ai Carabinieri, che arrivati sul posto hanno trovato l’uomo steso a terra, sanguinante e in gravi condizioni.

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