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Dopo la denuncia di TPI, l’Inps contatta la madre di Pietro, ragazzo disabile: “Pronti ad aiutare suo figlio”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 1 Giu. 2020 alle 16:35
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Immagine di copertina

Dopo la denuncia di TPI, l’Inps contatta la madre di Pietro, ragazzo disabile: “Pronti ad aiutare suo figlio”

Laura Fois, la madre di Pietro, ventenne nato con una rara malattia metabolica che lo ha costretto in sedia a rotelle, è stata contattata dall’Inps che ha preso in carico il suo caso e ha dichiarato che intende aiutarla dopo che lei aveva denunciato su TPI le difficoltà vissute col figlio durante in lockdown e nella “fase 2” della lotta al Coronavirus.

“Non è finita la FASE 1 per noi. Per noi adesso è l’inizio di un incubo”, aveva scritto Laura nella sua ultima lettera, dove denunciava anche le difficoltà di comunicare con l’ufficio dell’Inps. “Vogliamo risposte, ma soprattutto vogliamo aiuto. Andare in giro con un monopattino comprato dal governo non ci serve a molto così come un eventuale bonus vacanze se non possiamo sentirci sicuri di poter uscire. Dateci almeno dispositivi, tamponi e sierologici per noi e per le persone che seguono insieme a noi i nostri figli. Ridateci le nostre vite. Aiutateci a vivere”.

Dopo l’appello e la richiesta di aiuto, dall’Inps è arrivata oggi una prima risposta.

Leggi anche: 1. Essere mamma di un ragazzo con una malattia rara ai tempi del Coronavirus: “Lo Stato ci ha lasciati soli” /2. La mamma di un ragazzo con una malattia rara: “Mancano dispositivi e test, per noi la Fase 2 è un incubo”

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