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Ingaggia sicario sul dark web per sfregiare l’ex ragazza: arrestato manager milanese

L'uomo, un informatico esperto, aveva contattato un sicario sul dark web per sfregiare l'ex ragazza e costringerla sulla sedia a rotelle in cambio di 10mila euro in bitcoin

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Apr. 2021 alle 16:02
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Immagine di copertina
Foto di Dr StClaire da Pixabay

Un manager milanese di 40 anni è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking e tentate lesioni personali dopo aver ingaggiato un sicario sul dark web affinché la ex fidanzata fosse “sfregiata con l’acido e costretta su una sedia a rotelle”.

L’uomo è stato arrestato su richiesta della Procura di Roma, nell’ambito di un’indagine svolta dal sostituto procuratore Daniela Cento coordinata dal procuratore Michele Prestipino. A ricostruire i suoi contatti sul dark web è stata la polizia postale, con la squadra mobile di Roma e l’Interpol.

Il 40enne, un esperto informatico e funzionario di una grande azienda, covava un profondo risentimento verso l’ex fidanzata, una sua collega romana, e se da un lato le inviava fiori e messaggi insistenti, dall’altro aveva contattato il sicario, attraverso la rete anonima Tor, offrendo a un gruppo chiamato “Assassins quasi 10 mila euro in bitcoin.

“Nutrivo una profonda rabbia nei confronti della mia ex, motivo per il quale avevo pensato di lasciare un segno indelebile sul suo corpo così come lei aveva lasciato un segno indelebile su di me”, ha dichiarato l’uomo durante l’interrogatorio con gli inquirenti.

Le indagini erano iniziate lo scorso febbraio, dopo una segnalazione dell’Interpol. La Polizia di un Paese europeo aveva infatti acquisito sul dark web alcune conversazioni relative a un grave delitto su commissione progettato in Italia.

Tramite un intermediario, l’uomo era riuscito a reclutare un sicario, al quale aveva dato istruzioni per sfregiare la ragazza con l’acido e costringerla su una sedia a rotelle. L’operazione doveva “sembrare una rapina” e l’aggressore avrebbe “dovuto sottrarre la borsa della vittima”. Una parte della somma in bitcoin era stata già versata all’intermediario.

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