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Incidente Frecce Tricolori, il pilota sotto shock: “Ho dovuto lanciarmi o sarei morto, non ho visto la macchina”

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“Ho tenuto finché ho potuto, poi ho dovuto lanciarmi sennò mi sarei schiantato con l’aereo”. Oscar Del Dò, il pilota delle Frecce Tricolori che si è schiantato ieri a Torino, è ancora sotto shock e non riesce a darsi pace per la morte della piccola Laura, la bambina di 5 anni coinvolta nell’incidente. Un dolore immenso, nonostante la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era possibile.

“Non ho visto quella macchina”, ha detto – secondo quanto riporta La Stampa – Oscar Del Dò ai suoi superiori, subito dopo l’incidente. La macchina di cui parla, è quella sulla quale viaggiava la piccola Laura, insieme alla sua famiglia. Per una tragica fatalità, si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Una morte imprevedibile, anche per la dinamica.

Chi è Oscar Del Dò? Friulano, è entrato nel reparto acrobatico dell’aeronautica militare nel 2020. A raccontare la sua storia fu lui stesso nello scorso 2020 in occasione di un incontro nell’aula magna dell’Istituto tecnico Malignani di Udine. Ex studente dell’istituto, parlò alla ragazze attirando la loro attenzione. Le sue parole furono riportate dal Messaggero Veneto: “Mi sono diplomato nel 2006 e l’anno successivo sono entrato in accademia aeronautica. Da lì ho cominciato il percorso per ottenere i brevetti di volo, in Grecia e poi in Italia: sono stato assegnato all’Amx Ghibli, l’aeroplano con cui ho avuto la mia crescita professionale”.

Proseguendo con il confronto con gli studenti parlò del suo ingresso nella squadra delle Frecce Tricolori: “Era il sogno nel cassetto – le parole del pilota – così ho partecipato e ho avuto la fortuna di essere selezionato. Ora sto effettuando l’addestramento e dal primo maggio farò parte della pattuglia a tutti gli effetti”. Agli studenti consigliò di “avere le idee chiare perché il percorso non è semplice, richiede passione, professionalità e dedizione: se siete davvero interessati a intraprendere un progetto di vita di questo tipo informatevi bene e iniziate a studiare”.

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