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Reggio Emilia, lavaggio del cervello ai bambini per allontanarli dai genitori. L’inchiesta shock sugli affidamenti illeciti

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 27 Giu. 2019 alle 11:33 Aggiornato il 27 Giu. 2019 alle 14:53
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Immagine di copertina

Affidamenti illeciti: inchiesta svela “lavaggio del cervello” ai bambini

“Lavaggio del cervello” sui bambini per allontanarli dai genitori: è solamente una delle verità shock emerse in un’inchiesta che ha scoperchiato un giro di affidamenti illeciti a Reggio Emilia.

L’indagine, denominata Angeli e Demoni, è stata coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, e ha scoperchiato un vero e proprio business sulla pelle di minori, sottratti alle rispettive famiglie.

Nel mirino dell’indagine vi è la rete dei servizi sociali della Val D’Enza, i quali, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe allontanato i bambini dalle rispettive famiglie per collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.

La notizia è emersa nella mattinata di giovedì 27 giugno quando 18 persone sono state raggiunge da misure cautelari dai carabinieri di Reggio Emilia.

Tra le persone interessate dai provvedimenti figurano anche il sindaco Pd di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, politici, medici, assistenti sociali e anche psicoterapeuti di una Onlus di Torino.

Diversi i reati contestati, tra cui frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

Una delle verità più scioccanti emerse nel corso dell’indagine è il metodo utilizzato per persuadere i bambini a “rinnegare” le famiglie d’appartenenza.

Veri e propri “lavaggi del cervello” venivano effettuate durante le sedute di psicoterapia con l’ausilio anche di impulsi elettrici, che ai piccoli venivano spacciati come una “macchinetta dei ricordi”, il cui scopo era quello di “alterare lo stato della memoria nei colloqui giudiziari”.

Secondo quanto ricostruito, inoltre, alcuni dei bambini dati in affidamento sono stati anche vittime di abusi sessuali sia presso le famiglie affidatarie, che in comunità.

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