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Gran Sasso, tre morti in poche ore per le valanghe: un’escursionista e due scalatori

Le valanghe dovute all'innalzamento delle temperature

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Dic. 2019 alle 19:01 Aggiornato il 26 Dic. 2019 alle 19:02
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Immagine di copertina
Foto: Pixabay

Gran Sasso, tre morti per le valanghe: un’escursionista e due scalatori

Tre persone sono morte tra ieri e oggi sul Gran Sasso, sul versante teramano, in seguito a due diversi incidenti. Le tre vittime, un’escursionista e due scalatori, sono state provocate da due valanghe dovute all’innalzamento delle temperature.

I due scalatori che hanno perso la vita oggi, giovedì 26 dicembre, facevano parte di una cordata di tre persone: sarebbero scivolate sulla neve, finendo a valle. Il terzo, illeso, ha chiamato i soccorsi contattando il 112.

Le operazioni di recupero dei due alpinisti, che avevano pernottato al rifugio Franchetti, sono andate avanti per ore ad opera di numerose squadre del Soccorso Alpino, impegnate anche nel recupero del corpo dell’altra escursionista trovata morta all’alba nella stessa zona.

La prima vittima trovata in mattinata a 2.500 metri

La prima vittima è stata ritrovata senza vita verso le 8 di mattina di oggi, sul Vallone dei Ginepri, a circa 2.500 metri di altitudine. Era una escursionista di Roseto, aveva 49 anni, è stata uccisa da una slavina. A quanto pare fatale per lei è stata la caduta di alcune pietre. I tecnici del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo, con l’ausilio di un elicottero dell’Aeronautica militare e i vigili del fuoco, l’avevano cercata senza esito per tutta la notte.

Secondo le prime informazioni, la donna era partita alle 7 del mattino di ieri, mercoledì 25 dicembre, probabilmente sola, con il suo camper, per scattare delle foto. Il rientro era previsto per l’ora di pranzo. Una volta arrivata a Piano Del Laghetto, a 1.650 metri di altitudine, l’escursionista verso le 8.10 avrebbe dovuto avvertire dell’arrivo il compagno. L’uomo, dopo numerose telefonate tutte senza risposta, alle 16 ha deciso di dare l’allarme.

Proprio durante le fasi di recupero del corpo dell’escursionista che a breve distanza si è avuta notizia di una seconda, duplice tragedia. Due scalatori sono precipitati sulla verticale dell’Anticima, ad alcune centinaia di metri in direzione del Rifugio Franchetti, a 2.433 metri di altitudine. I due facevano parte di un gruppo di quattro alpinisti partiti ieri sera dai Prati di Tivo, in provincia di Teramo.

L’allarme è stato lanciato verso le ore 9.30 da un ragazzo del gruppo. I quattro sarebbero stati travolti da una slavina e per due di loro non c’è stato scampo. Il resto del gruppo è stato soccorso e portato in sicurezza dagli uomini del corpo nazionale di soccorso alpino. Uno dei ragazzi è stato accompagnato al vicino rifugio, l’altro sarà raggiunto a breve dai soccorritori.

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